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Lunedì, 28 Novembre 2022
Crisi energetica / Grecia

Anche la Grecia pensa all'energia nucleare (grazie alla Bulgaria)

Atene sta negoziando con il governo di Sofia la costruzione di una centrale in territorio bulgaro. Resta il nodo della responsabilità in caso di incidente

"La Grecia non ha centrali nucleari, e non le avrà mai", disse a dicembre il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis. Tre mesi e una crisi energetica dopo, Atene è in trattative con la Bulgaria per introdurre l'energia nucleare.

A fine febbraio il governo di Atene ha aperto i negoziati con la Bulgaria per la costruzione di una nuova centrale sul territorio bulgaro che sarà utilizzata dalla Grecia con un contratto a lungo termine di 20 anni. In questi mesi, spiega Euractiv, i due Stati hanno fatto progressi nei negoziati, ma il nodo della responsabilità in caso di incidente resta irrisolto. Inoltre, è necessario chiarire il meccanismo con cui la Grecia vuole essere coinvolta nel progetto, se come azionista o solo come acquirente di elettricità.

L'idea è stata annunciata per la prima volta il 22 febbraio in seguito a un incontro tra il ministro delle Finanze bulgaro  Asen Vassiliev e il primo ministro greco. Secondo Euractiv, Atene e Sofia hanno commissionato a degli esperti uno studio di fattibilità che durerà 12 mesi, e solo dopo la pubblicazione delle conclusioni i due governi potranno chiudere i negoziati. Vassiliev ha annunciato che l'obiettivo è quello di firmare un accordo ventennale con la Grecia sull'uso dell'energia nucleare della Bulgaria.

Secondo il ministro, dopo che l’accordo verrà siglato i lavori potranno procedere “molto rapidamente" poiché c'è un acquirente (la Grecia), il che elimina il rischio d'impresa. Tuttavia, il tempo di costruzione si aggira tra i 6 e gli 8 anni, e il costo non è per il momento ancora noto. L’unico modo per far procedere il progetto rapidamente, spiega il ministro bulgaro dell'Energia Alexander Nikolov, sarebbe quello di utilizzare la centrale di Kozloduy, già in funzione.

La Bulgaria ha attualmente due reattori nucleari a Kozloduy, che producono circa un terzo dell'elettricità del Paese. Il primo ministro della Bulgaria Kiril Petkov ha detto che "la Grecia ha bisogno di elettricità più economica e noi abbiamo l'energia nucleare. Combinando queste due cose, possiamo lavorare insieme come buoni vicini e costruire relazioni a lungo termine, costruendo una centrale nucleare a vantaggio reciproco” Kiril Petkov ha aggiunto che si aspetta che il suo gabinetto abbia un'idea chiara tra 12 mesi, e che alla fine arrivi a una proposta concreta che benefici entrambe le nazioni.

Il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis ha detto che il suo Paese non ha intenzione di costruire impianti nucleari a causa del rischio di terremoti nella regione. "La Grecia importa già elettricità dalla Bulgaria, parte della quale proviene dalla centrale nucleare di Kozloduy", ha detto. Il governo greco mira a concludere contratti bilaterali a lungo termine con la Bulgaria, che garantirebbero una fornitura stabile di energia a prezzi molto bassi, contribuendo alla competitività dell'economia del paese.

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