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Domenica, 3 Marzo 2024
Lo scandalo / Grecia

La Grecia come la Polonia: Ue preoccupata per l'indipendenza dei giudici

Il tentativo del governo di Atene di bloccare un’indagine da parte dell’autorità per la privacy accresce i timori di Bruxelles

Non solo Polonia e Ungheria: anche sulla Grecia la Commissione europea nutre preoccupazioni sull'effettiva indipendenza del sistema giudiziario dalla politica. Lo ha detto il commissario europeo per la Giustizia, Didier Reynders, in merito alle indagini scattate intorno al cosiddetto "Watergate greco", una fitta rete di spionaggio che sarebbe stata portata avanti dai servizi segreti ellenici e che avrebbe colpito gli oppositori del governo di Kyriakos Mitsotakis.

Nel dicembre 2022, l'autorità ellenica per la sicurezza delle comunicazioni e la privacy (Adae) ha avviato (o almeno queste erano le sue intenzioni) delle indagini su richiesta prima del deputato di Renew Europe Giorgos Kyrtsos, e poi del giornalista investigativo Tasos Teloglou, che sospettavano di essere seguiti dai servizi segreti attraverso un software-spia, il Pegasus. Le indagini dell'Adae sarebbero però state ostacolate dal procuratore della Corte suprema greca, che avrebbe dichiarato l’operazione illegale.

In un primo momento, il procuratore si era giustificato dicendo che la sua era solo un'"opinione", mentre è poi ritornato sul tema qualche settimana dopo affermando che l’organo greco di controllo della privacy non era idoneo a condurre questo genere di indagini, generando forti reazioni tra giudici e partiti politici. L'Adae ha in seguito ignorato il parere della Corte suprema ed è andata avanti con l’inchiesta, affermando che il suo ruolo non è determinato dai magistrati ma dalla Costituzione stessa. Diversi membri dell’opposizione sono convinti che dietro il ritardo nelle ricerche ci sia lo zampino del governo.

Rispondendo a un'interrogazione parlamentare di un eurodeputato greco, Stelios Kouloglou, del partito di sinistra Syriza, il commissario Ue Reynders ha fatto notare che "per quanto riguarda il procuratore della Corte suprema, la Commissione ricorda che l'attuale sistema di nomine nelle più alte cariche della magistratura solleva preoccupazioni in quanto soggetto a una potenziale forte influenza da parte dell'esecutivo". Reynders ha aggiunto che i problemi nel sistema di nomine riguardando anche altre cariche della magistratura. Infine, per quanto riguarda l’Adae, il commissario non ha mancato di sottolineare la necessità che "le autorità nazionali per la protezione dei dati siano indipendenti".

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