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Mercoledì, 5 Ottobre 2022
Crisi alimentare / Ucraina

Il grano ucraino è finito nella Siria alleata di Putin

Per giorni si sono perse le tracce della nave cargo Razoni, la prima ad aver lasciato il porto di Odessa e che sarebbe dovuta attraccare in Libano. È stata identificata grazie a delle foto satellitari

Dopo essere scomparsa dai radar per alcuni giorni, la nave cargo Razoni, con a bordo il primo carico di grano nell'ambito dell'accordo internazionale tra Ucraina e Russia, mediato dalla Turchia e dalle Nazioni Unite, è arrivato al porto di Tartus in Siria. A rivelarlo sono le immagini satellitari di Planet Labs PBC analizzate da The Associated Press.

La nave, battente bandiera della Sierra Leone, è partita dal porto di Odessa con il suo carico di 26mila tonnellate di mais il 1° agosto e non ha scaricato in Libano come previsto, ma si è oscurata (ha spento il transponder che trasmette i dati di localizzazione) prima di apparire a Tartus, a ovest del Paese governato da Bashar al-Assad, storico alleato di Vladimir Putin. La Razoni è stata la prima nave a salpare dal porto di Odessa, e probabilmente la più importante, dato che doveva aprire una rotta pericolosa e piena di mine. La sua destinazione finale sarebbe dovuta essere il Libano, un Paese in preda a una grave crisi economica.

Secondo i media locali, sarebbe stata l’azienda importatrice a rifiutare il carico in ragione del grave ritardo accumulato, circa cinque mesi. È stato allora che la nave si è fermata al largo di Mersin, in Turchia, prima di sparire dai radar. Dopo due settimane di peregrinazioni nel Mediterraneo orientale, la Razoni è arrivata nel porto di Tartus. La nave cargo ha interrotto il suo segnale di trasmissione il 12 agosto a est di Cipro ed è stata avvistata quella mattina mentre si dirigeva verso il porto. Si è poi fermata all'ancora un paio di giorni prima di attraccare a Tartous", ha spiegato al Financial Times Samir Madani, fondatore della società di ricerca TankerTrackers.

Interrogato dal Washington Post sulla questione, il Centro di Coordinamento Congiunto delle Nazioni Unite ha dichiarato che "dopo che le navi in uscita hanno superato le ispezioni a Istanbul, il Centro di Coordinamento Congiunto cessa di monitorarle". A quel punto, "le navi autorizzate procedono quindi verso le loro destinazioni finali, qualunque esse siano". Martedì, l'ambasciata ucraina a Beirut ha dichiarato che la destinazione delle navi non rientrava tra le loro competenze. "Il nostro compito è stato quello di riaprire i porti marittimi per i carichi di grano ed è stato fatto", ha dichiarato.

Il portavoce del Dipartimento di Stato Ned Price, citato da Euronews, ha dichiarato che l'America non "determina chi acquista i carichi di grano o le loro destinazioni finali". "Per noi contano soprattutto un paio di cose", ha detto Price. "Uno: che l'Ucraina sia adeguatamente compensata per il grano, per i prodotti alimentari, per i raccolti che sta fornendo in questo caso. E che il cibo arrivi dove è più necessario".

La Siria ha riconosciuto come entità sovrane le regioni ucraine orientali separatiste di Donetsk e Luhansk, sostenute dalla Russia, inducendo Kyiv a interrompere i legami diplomatici con Damasco. L’Ucraina aveva precedentemente accusato le autorità siriane di aver sottratto almeno 150mila tonnellate di grano dalle scorte ucraine dopo l'invasione della Russia a febbraio.

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