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Giovedì, 8 Dicembre 2022
Ad Ankara / Turchia

Stretta di mano tra Ucraina e Russia: l'accordo "turco" sbloccherà 22 milioni di tonnellate di grano

Se l'intesa tra Kiev e Mosca sarà rispettata, dai porti ucraini potranno partire le derrate di cereali, metà delle quali in Africa. Erdogan: "Spiragli per la pace"

"L'accordo di oggi sul grano è un faro nel Mar Nero". Così il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres definisce l'intesa a Istanbul tra Russia, Ucraina e Onu con la mediazione della Turchia per lo sblocco del grano dai porti ucraini. L'intesa, secondo lo stesso Guterres, dovrebbe consentire il via libera definitivo al passaggio di almeno 22 milioni di tonnellate di grano ucraino attraverso il Mar Nero.

Sia la Casa Bianca che il Cremlino hanno ringraziato il presidente turco Recep Erdogan per l'impegno profuso nella mediazione e la costituzione del 'corridoio del grano'. Gli Usa e il Regno Unito hanno annunciato che vigileranno sul rispetto dell'accordo da parte della Russia. Mosca, dal canto suo, ha fatto sapere che non approfitterà a fini militari dello sminamento e dello sblocco dei porti interessati dall'accordo. Dopo la firma dell'intesa, il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu ha stretto la mano al ministro delle Infrastrutture ucraino, Oleksandr Kubrakov. Davanti a loro, nelle prime file della sala, l'oligarca russo Abramovich.

Le reazioni

L'intesa, secondo Guterres, "pone fine a un incubo per i Paesi in via di sviluppo", sottolineando che il percorso che ha portato all'intesa è stato "arduo", i negoziati "estenuanti" e gli sforzi profusi "enormi". Secondo il segretario generale, "sono stati messi da parte gli interessi di parte ed è prevalso interesse dell'umanità" dal momento che "favorisce chi soffre la fame e la sete e stabilizza i prezzi".

"Questa iniziativa deve essere pienamente attuata, perché il mondo ne ha un disperato bisogno per affrontare la crisi alimentare globale", ha proseguito Guterres, esortando "tutte le parti a non risparmiare sforzi per attuare i propri impegni". "Si tratta di un accordo senza precedenti tra due parti coinvolte in un sanguinoso conflitto - ha concluso - Ma questo conflitto continua e le persone muoiono ogni giorno".

Per Erdogan, questa intesa "sarà una svolta''. Ora ''speriamo che si riapra uno spiraglio per la pace'', ha proseguito il leader turco, denunciando che ''questa guerra continua da cinque mesi'' e ''si protrae nel silenzio. Il costo economico è molto elevato, come quello umano''. Perché, ha aggiunto Erdogan, ''il conflitto armato separa due Paesi, ma anche il resto dell'umanità''. Insomma ''la guerra non è il nostro destino, non vogliamo che costi la vita di persone innocenti''. Per questo, serve "una pace giusta" in cui "non ci saranno perdenti".

Le tappe

L'avvio dei lavori per trovare un'intesa sul grano era stato annunciato da Ankara un mese fa. L'ottimismo è aumentato quando la scorsa settimana ha avuto luogo un vertice tra le delegazioni militari di Russia, Ucraina, Turchia e funzionari Onu a Istanbul. Al termine del vertice aveva espresso ottimismo il ministro della Difesa turco, Hulusi Akar.  "Si è giunti a un accordo sui termini generali per un piano che consenta la partenza dai porti ucraini di grano e altri generi alimentari. Le delegazioni si rivedranno la prossima settimana per le firme", aveva detto Akar, commentando l'incontro della scorsa settimana. Le parti hanno dato il proprio assenso alla proposta di costituire un centro di coordinamento a Istanbul, che con la partecipazione di delegati di Russia, Ucraina, Turchia e Nazioni Unite monitori e tracci il percorso della navi in uscita. La marina turca ha dato la disponibilità a scortare le navi una volta entrate in acque internazionali e in acque turche, attraverso gli stretti di Bosforo e Dardanelli.

Mancava tuttavia il definitivo via libera, scrive l'Agi, per il quale è stato necessario attendere il decisivo incontro bilaterale tra Erdogan e il presidente russo, Vladimir Putin che ha avuto luogo lo scorso 19 luglio a Teheran. Lo stesso Erdogan, attivissimo, il 5 luglio aveva annunciato che avrebbe "intensificato i contatti" e auspicato che i primi carichi di grano avrebbero lasciato i porti ucraini "nel giro di 7-10 giorni". Sono seguite telefonate con Putin e il presidente ucraino, Volodimir Zelensky, utili a organizzare il vertice della scorsa settimana e porre le basi per un'intesa che oggi sara' messa nero su bianco. Erdogan ha ricevuto il plauso e i ringraziamenti sia da parte della Casa Bianca che da parte del Cremlino.

Secondo le Nazioni Unite circa il 50% del grano bloccato nei porti ucraini è destinato a progetti del World Food Programme in Africa. Il rischio che le derrate marciscano nei porti bloccati dalla guerra pone sull'orlo della carestia diversi Paesi dell'Africa subsahariana. Allo stesso tempo la crisi alimentare già in corso in Europa ha causato un aumento dei prezzi destinato a non arrestarsi. Sempre in base ai dati delle Nazioni Unite, nel 2019 la Russia ha prodotto 118 milioni di tonnellate di grano, l'Ucraina 74. I due Paesi sono rispettivamente al quarto e quinto posto per produzione di grano dopo Cina, Usa e India.

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