Governo in crisi, economia a gonfie vele. I precedenti in Europa

Salute dell’Esecutivo e crescita del Pil non sempre vanno di pari passo. Anzi, in alcuni casi la ricchezza dei Paesi europei è cresciuta a ritmi inaspettati in mancanza di un guida politica e con lo Stato che va avanti con l’esercizio provvisorio

Mentre a Roma va in scena la crisi di Governo gli analisti di mercato si interrogano sugli effetti nefasti per l’economia italiana, fortemente azzoppata dal debito pubblico in crescita e dai timori delle piazze finanziarie. Eppure, instabilità politica e crisi economica non sempre vanno a braccetto. Come ha dimostrato il caso del Belgio, e, più di recente, quello della Spagna, in presenza di una crisi di Governo non è detto che si fermi anche la crescita economica. Anzi, proprio questi due Paesi dimostrano che tutto può andare esattamente al contrario.

Il caso belga 

Tra i Paesi europei a detenere un record di stallo istituzionale associato a un’economia in crescita c'è il Belgio, che tra il 2010 e il 2011 conobbe un vuoto di potere che durò la bellezza di 541 giorni, prima che il socialista Elio Di Rupo riuscisse a mettere assieme una maggioranza di Governo. Nonostante la profonda crisi politica che attraverso il Paese, il 2010 si chiuse con un balzo in avanti del +2% del Pil, scese il debito pubblico e si impennò l'occupazione. 

Crisi politica e crescita economica in Spagna

Quanto alla Spagna, politica ed economia vanno avanti in maniera indipendente tra loro già da qualche anno. Tanto che ad alcuni potrebbe persino venire in mente di fare il tifo per la crisi dell’Esecutivo. Il Paese è attualmente avvitato in una grave crisi istituzionale, con il vincitore delle ultime elezioni del 28 aprile scorso, il socialista Pedro Sanchez, che lotta contro il tempo, dopo mesi di negoziati infruttuosi con Podemos di Pablo Iglesias, per riuscire a formare un governo entro il 23 settembre ed evitare così di dover riportare la Spagna al voto per la quarta volta in quattro anni. 

E prima di lui, anche il leader dei conservatori, Mariano Rajoy, aveva conosciuto anni difficili. Le elezioni del 2015 non avevano portato a una maggioranza di governo e, dopo mesi di negoziati fallimentari, si era tornati al voto l'anno successivo. Nacque quindi un Governo di minoranza guidato dai popolari, sopravvissuto a fatica per due anni. 

Nonostante tutto ciò, i numeri parlano di un'economia in forte crescita, quella che segna il maggiore sviluppo nell'Eurozona, quinto anno consecutivo di un andamento più che positivo, con un Pil che ha chiuso il 2018 con +2,6% e le previsioni che indicano un 2,2% per quest’anno, un 1,9% nel 2020 e un 1,7% nel 2021.

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