Martedì, 16 Luglio 2024
La sentenza

Google dovrà rimuovere le informazioni false o inesatte dai suoi risultati di ricerca

Lo ha stabilito la Corte di Giustizia dell'Ue secondo cui ogni cittadini ha diritto di richiedere la rimozione fornendo prove sul fatto che quello che un determinato sito riporta non sia vero

Il gestore di un motore di ricerca deve smettere di indicizzare, e quindi mostrare tra i risultati della ricerca, quelle informazioni che si dimostra essere palesemente false o inesatte. Lo ha stabilito la Corte di Giustizia dell'Ue, secondo cui l'eliminazione deve avvenire se un richiedente dimostri che le informazioni che vuole siano rimosse siano manifestamente inesatte, sottolineando che la prova dell'errore non deve necessariamente risultare da una decisione giudiziaria ottenuta nei confronti dell'editore del sito o della pagina incriminata.

I sostenitori della libertà di parola e i sostenitori dei diritti alla privacy si sono scontrati negli ultimi anni sul "diritto all'oblio" online, che implica la possibilità di rimuovere le proprie tracce digitali da Internet. Il caso sottoposto alla Corte di giustizia riguardava due dirigenti di un gruppo di società di investimento che avevano chiesto a Google di rimuovere i risultati di ricerca che collegavano i loro nomi ad alcuni articoli che criticavano il modello di investimento del gruppo, e anche le loro fotto in miniatura ad essi collegati. L'azienda di Mountain View ha respinto le richieste, affermando di non sapere se le informazioni contenute negli articoli fossero accurate o meno.

Un tribunale tedesco ha quindi chiesto un parere alla Corte di Lussemburgo. "Il gestore di un motore di ricerca deve eliminare il riferimento alle informazioni contenute nel contenuto cui si fa riferimento, qualora il richiedente dimostri che tali informazioni sono manifestamente inesatte", hanno stabilito i giudici nella loro sentenza, secondo cui per evitare un onere eccessivo per gli utenti, questi devono solo fornire le prove che si può ragionevolmente richiedere loro di trovare, e non necessariamente sentenze giudiziarie.

Lo stesso tribunale nel 2014 aveva sancito il diritto all'oblio, affermando che le persone possono chiedere ai motori di ricerca come Google di rimuovere le informazioni inadeguate o irrilevanti dai risultati web che appaiono sotto le ricerche dei loro nomi. La sentenza era stata seguita anche da nuove norme Ue sulla privacy entrate in vigore nel 2018, secondo le quali il diritto all'oblio è escluso quando il trattamento dei dati personali è necessario per l'esercizio del diritto all'informazione.

Continua a leggere su EuropaToday.it

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Google dovrà rimuovere le informazioni false o inesatte dai suoi risultati di ricerca
Today è in caricamento