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"Google? No grazie". A Berlino è rivolta contro il nuovo campus dell'azienda

La multinazionale vuole aprire uno spazio per start-up e imprenditori high.tech nel quartiere alternativo di Kreuzberg, ma anarchici e attivisti del quartiere si battono temendo un'accelerazione del già in atto processo di gentrificazione

Google è ormai senza ombra di dubbio il motore di ricerca più popolare al mondo. I suoi servizi, tra mail, maps, news e quant'altro sono utilizzati e amati da tutti. O meglio quasi da tutti. Sì perché a quanto pare il colosso di Mountain View non piace affatto agli abitanti di Kreuzberg, a Berlino, che si stanno battendo per impedire all'azienda di aprire un suo campus nella zona. Nel quartiere, uno dei più alternativi della città, sede di diversi centri sociali e luogo di ritrovo di punk e amanti della scena underground cittadina, si tanno organizzando diverse manifestazioni e le strade sono sempre più tappezzate di manifesti e adesivi con la scritta “Fuck off Google”.

In difesa dei piccoli negozianti

Al momento al di fuori degli Stati Uniti esistono già altri 7 campus di Google: a Londra, Madrid, Tel Aviv, Seul, San Paolo e Varsavia, luoghi che sono hub per gli imprenditori, forniscono spazi di lavoro per fondatori delle startup, che ospitano eventi di networking ed educativi. Ma questo spazio a Kreuzberg è percepito come una minaccia all'anima stessa del quartiere che sta subendo un forte processo di gentrificazione che sta portando alla chiusura, a causa dell'aumento di prezzi e affitti, di tanti dei piccoli negozi e attività che c'erano un tempo e che erano molto amati dalla gente del posto.

Anarchici sulle barricate

La locale libreria anarchica locale, Kalabal!k, sta organizzando due volte al mese un "Anti-Google Café" e dallo scorso anno un gruppi di attivisti sta distribuendo un giornale intitolato Shitstorm (tempesta di cacca, ndr): Contro Google, i dislocamenti e la dominanza tecnologica,

L'azienda ha provato a organizzare degli incontri con gli abitanti del quartiere e si è detta disposta ad ascoltare e venire incontro alle loro preoccupazioni. L'apertura del campus, che era inizialmente prevista per lo scorso settembre è stata posticipata al prossimo autunno.

Affitti alle stelle

Ma le rassicurazioni non bastano, soprattutto perché il boom delle nuove aziende nella città, che attira sempre più imprese di alta tecnologia, è considerato tra le cause degli affitti che sono schizzati di quasi il 70% tra il 2004 e il 2016, secondo un rapporto dello scorso anno, soprattutto a Kreuzberg, ormai uno dei quartieri più alla moda della capitale. Una manifestazione lo scorso aprile contro la "follia dell'affitto" nella capitale ha visto scendere in strada circa 20mila persone. "Il campus di Google rischia di essere uno dei fattori scatenanti di quel cambiamento urbano che si è dimostrato così problematico altrove, come a San Francisco", ha spiegato al Guardian Konstantin Sergiou, militante di Bizim Kiez un altro gruppo che si sta opponendo all'azienda.

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