Mercoledì, 20 Ottobre 2021
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Giornalista arrestata in Cina, Ue chiede il rilascio ma Pechino ribatte: "Rispetti la nostra sovranità"

In prigione è finita una collaboratrice di Bloomberg accusata d aver messo in pericolo la sicurezza nazionale. Il ministero degli Esteri: "Noi proteggiamo la libertà di parola"

In Cina è stata arrestata una giornalista che lavora per l'agenzia Bloomberg ma secondo Pechino si tratta di questioni interne in cui l'Unione europea non deve immischiarsi. A finire in prigione la settimana scorsa è stata la cinese Haze Fan, accusata dalle autorità di aver messo in pericolo la sicurezza nazionale. Bruxelles ha risposto alla notizia esortando il Paese a rilasciare tutti i giornalisti trattenuti in relazione al loro servizio e in una dichiarazione rilasciata sabato, ha affermato di aspettarsi che le autorità cinesi concedano a Fan "assistenza medica se necessaria, accesso immediato a un avvocato di sua scelta e contatti con la sua famiglia". Anche il Foreign Correspondents Club in China ha espresso la sua solidarietà, ricordando che i media internazionali dipendono dai collaboratori cinesi.

Rispettare la sovranità

In risposta alle pressioni il portavoce del ministero del ministro degli Esteri di Pechino, Wang Wenbin, ha assicurato che i diritti legali di Fan sono garantiti e il caso è oggetto di indagine. Il portavoce ha sostenuto che Fan è stata arrestata su mandato dell'Ufficio di sicurezza nazionale di Pechino per sospette violazioni della legge. "Il governo cinese protegge la libertà di parola dei cittadini secondo la legge. Esortiamo l'Ue a rispettare la sovranità giudiziaria della Cina e ad evitare osservazioni irresponsabili". La donna è stata l'ultima volta in contatto con uno dei redattori di "Bloomberg" intorno alle 11:30 di lunedì sette novembre, ora locale. Poco dopo, è stata scortata fuori dalla sua abitazione da agenti in borghese. "Siamo molto preoccupati per lei e abbiamo parlato con le autorità cinesi per capire meglio la situazione", ha detto una portavoce di Bloomberg, assicurando: "Stiamo continuando a fare tutto il possibile per sostenerla mentre cerchiamo maggiori informazioni".

Gli altri casi

Haze Fan ha iniziato a lavorare per "Bloomberg" nel 2017 e in precedenza ha collaborato con "Cnbc", "Cbs News", "Al Jazeera" e "Reuters". I cittadini cinesi possono essere assunti solo come collaboratori per agenzie di stampa straniere in Cina e non sono autorizzati a firmare reportage indipendenti. Come ricorda la Bbc la donna non è la prima giornalista ad avere problemi con le autorità cinesi quest'anno. All'inizio del 2020 sono stati espulsi tre corrispondenti di tre importanti quotidiani statunitensi (New York Times, Washington Post e Wall Street Journal) a cui è stato chiesto di restituire i loro pass per i media entro in seguito al peggioramento delle relazioni con Washington. Ad agosto, le autorità di Pechino hanno arrestato il cittadino australiano nato in Cina Cheng Lei, un giornalista che lavorava per l'emittente statale cinese Cgnt, per motivi di sicurezza nazionale. A settembre, due corrispondenti australiani hanno dovuto lasciare il Paese dopo essere stati interrogati dal ministero cinese per la sicurezza dello Stato.

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