Lunedì, 26 Luglio 2021
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Gli sparano all'uscita dallo studio tv, giornalista in fin di vita: ipotesi portano a nuova mafia olandese

Nuovo agguato di stampa mafioso ad Amsterdam, dove già due anni fa un avvocato era stato ucciso. Sullo sfondo, il maxi processo alla Moccro-maffia

Flowers, candles and messages of support to Dutch crime reporter Peter R. de Vries in the Lange Leidsedwarsstraat in the center of Amsterdam, the Netherlands, 07 July 2021. The crime reporter is seriously injured in hospital after an attempt on his life. According to statements from the police, journalist Peter R de Vries was shot and wounded in the city center. Emergency services transported de Vries to a hospital, where he remains in serious condition. Three suspects are in custody. EPA/KOEN VAN WEEL

Un nuovo agguato, molto probabilmente di matrice mafiosa, scuote l'Olanda: il giornalista investigativo Peter R. de Vries rischia di morire dopo essere stato colpito da dei colpi di pistola mentre stava uscendo dallo studio dell'emittente olandese Rtl, al termine di un'apparizione televisiva, ad Amsterdam. Le prime ipotesi conducono alla Moccro-maffia, l'emergente gruppo criminale che si sta diffondendo sempre più tra i Paesi Bassi e il Belgio, e i cui sicari avrebbero ucciso due anni fa, sempre ad Amsterdam, l'avvocato Derk Wiersum, legale del testimone chiave in quello che è il primo vero maxi-processo a questa nuova mafia. 

"Un eroe nazionale"

De Vries, cronista di nera che aveva già ricevuto diverse minacce per le sue inchieste sul complesso sottobosco criminale olandese, è stato colpito cinque volte, e almeno un proiettile lo ha ferito alla testa, cosa che fa pensare a un'esecuzione in piena regola. Le autorità hanno arrestato 3 sospetti, ma al momento c'è il massimo riserbo sulle indagini. Il primo ministro Mark Rutte ha definito l'attacco "scioccante e incomprensibile". La sparatoria, ha aggiunto, è un "attacco al giornalismo libero che è così importante per la nostra società". "Sta combattendo per la sua vita", ha detto il sindaco di Amsterdam Femke Halsema, secondo cui de Vries è "un eroe nazionale".

Il cronista, infatti, si era fatto un nome nei primi anni '80 scrivendo della malavita di Amsterdam e del rapimento di Freddy Heineken, imprenditore dell'omonima birra, il cui caso è diventato anche un film con Anthony Hopkins. De Vries aveva collaborato nel 2015 alla scrittura del film, con tanto di polemica con il boss della criminalità Willem Holleeder. Ma per i media olandesi, non è alla vecchia criminalità olandese che bisogna guardare, ma al maxi processo contro la Moccro-maffia, che vede imputate 17 persone, su cui pendono almeno 9 omicidi commessi tra il 2014 e il 2019. 

De Vries ha un ruolo centrale in questo processo, vista la vicinanza a Nabil B., ossia il testimone chiave del maxi processo. Due anni fa, come dicevamo, dei sicari avevano ucciso il legale di Nabil. E adesso la stessa sorte potrebbe capitare al cronista. De Vries aveva ricevuto delle minacce, ma nonostante questo aveva rifiutato di ricevere protezione. 

La Moccro-maffia

La Moccro-maffia è la criminalità emergente non solo in Olanda, ma nel panorama europeo. Le sue radici affondano nella comunità maghrebina, da cui il nome, ma i suoi affiliati sono per lo più nati e cresciuti in Europa, dai Paesi Bassi al Belgio, passando per la Spagna. Considerata a lungo una sorta di gruppo criminale di serie B dedito allo spaccio di droga, la Moccro-maffia ha scalato col tempo le gerarchie criminali, affermandosi come una delle mafie più temibili e potenti, forte dei suoi rapporti con i cartelli della droga, i cui rifornimenti arrivano attraverso i porti del Nord Europa, in particolare quelli di Rotterdam e Anversa. 

Non a caso, il numero due dell'organizzazione, Said Razzouki, è stato arrestato in Colombia, dove era fuggito anche grazie al sostegno del Cartello di Sinaloa e del Clan del Golfo. Il capo mafia Ridouan Taghi, invece, è stato bloccato dalla polizia mentre si trovava a Dubai. I loro arresti non hanno certo fermato le attività criminali di questa mafia emergente, che si muove in un contesto, quello del Nord Europa, dove operano altri gruppi organizzati come la 'Ndrangheta, la mafia albanese e quella nigeriana. 

Un narco-Stato nel Nord Europa

Secondo diversi esperti, queste organizzazioni stanno facendo dei Paesi Bassi (ma anche del Belgio) un vero e proprio narco-Stato. "Abbiamo decisamente le caratteristiche di un narco-Stato", disse già nel 2019 Jan Struijs, leader del più grande sindacato di polizia olandese. "Certo, non siamo il Messico. Non abbiamo 14.400 omicidi. Ma se guardiamo alle infrastrutture, ai grandi soldi guadagnati dalla criminalità organizzata, all'economia parallela. Sì, abbiamo un narco-Stato". Il dito di una parte dei media olandesi è stato a lungo puntato nei confronti dell'immigrazione, in particolare della comunità marocchina. Ma le varie operazioni di polizia che si sono succedute negli ultimi mesi hanno rilevato che in Olanda i traffici hanno diverse bandiere, compresa quella nazionale.

La mega raffineria scoperta l'anno scorso nel Nord-Est del Paese, per esempio, era gestita da olandesi e alcuni membri di un cartello colombiano. La polizia ha sottolineato di aver dovuto lavorare 3 giorni per “spegnere” gli impianti, a causa del rischio per la salute dovuto alle sostanze chimiche processate all’interno. Secondo l’ispettore dell’unità specializzata che ha compiuto il raid, “la capacità di produzione va dai 150 ai 200 kg di cocaina al giorno, per un valore compreso tra 4,5 e 6 milioni di euro". Sempre la scorsa estate, le autorità avevano scoperto al confine col Belgio 7 container usati come stanze della tortura.

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