"Non può allattare, né succhiare una pastiglia", deputata espulsa dall'Aula. E il caso fa il giro del mondo

E' successo a Kumamoto, in Giappone. Yuka Ogata, membro dell'assemblea comunale, è stata cacciata due volte per i suoi "comportamenti" ritenuti oltraggiosi. Persino per aver preso un farmaco

Troppo contro canoni e tradizioni, troppo contro le convenzioni e per questo allontanata. Yuka Ogata, membro dell’assemblea cittadina di Kumamoto, capitale dell’isola giapponese di Kyushu, fa parlare di sé e così facendo del suo Paese, e dei suoi costumi. Non si può prendere la parola mentre si succhia una pastiglia, non importa che si tratti di un rimedio contro mal di gola, tosse e mali di stagione. E’ segno di cattiva educazione, e motivo di disonore. Codici difficili per un occidentale, ancor più difficili da modificare per un orientale. Ogata inizia il suo intervento, viene interrotta e invitata ad abbandonare l’aula. Galeotta la pastiglia.

Il precedente

Non è la prima volta che la donna viene richiamata all’ordine dalla giunta cittadina. Un anno fa venne fatta uscire dall’Aula perché colpevole di avervi introdotto la figlia di sette mesi. Un atto contrario addirittura alla morale del popolo, da sempre molto attento al pudore. Guai a mostrare seni in pubblico. Il rischio di poter assistere ad allattamenti è uno dei motivi non spiegati dietro l’allontanamento di un anno fa. All’epoca alla consigliera comunale vennero chieste scuse.

La storia si ripete

Oggi, a distanza di un anno, la storia si ripete. Alla stessa donna vengono chieste nuove scuse pubbliche per aver aspirato una pastiglia contro il raffreddore. Può suonare incredibile, ma non lo è. L’atto è interpretato, un’altra volta, come una rottura dei canoni della società giapponese. Come ha avuto modo di spiegare Ogata, “si sentivano male perché i loro atteggiamenti obsoleti erano stati esposti e criticati in pubblico. Da allora, hanno cercato di ritrarmi come qualcuno che si comporta egoisticamente e irragionevolmente”.

La richiesta di scuse

Ogata con gesti semplici e forse solo squisitamente moderni pone problemi e domande su stili di vita troppo radicati per poter essere modificati dall’oggi al domani, soprattutto in un Paese per molti aspetti conservatore. La battaglia del cambiamento culturale si annuncia lunga. La politica è stata espulsa dall’Aula, e il sindaco è tornato a prentendere scuse per un atteggiamento ritenuto “inaccettabile”.

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