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EPA/SASCHA STEINBACH

EPA/SASCHA STEINBACH

Germania, torna la Grande coalizione: i socialisti dicono sì a Merkel

Un partito spaccato in due, ma alla fine l'alleanza data per morta durante le ultime elezioni tedesche, torna a governare il paese. E l'Europa

Una campagna elettorale condotta nel nome della fine della Grande coalizione. Una svolta che dalla Germania cominciava a propagarsi al resto d'Europa, con il Parlamento Ue a sancire la rottura del (quasi) storico asse tra socialisti e Ppe. Ma il ritorno al futuro della politica si è svolto nel giro di qualche settimana. E si è chiuso oggi a Bonn con l'Spd di Martin Schulz spaccato in due, ma con una flebile (e decisiva) maggioranza cha ha dato l'ok all'alleanza con la Cdu-Csu. Che tradotto vuole dire nuova Grosse Koalition. E quarto governo di Angela Merkel.

Il via libera ai negoziati per la formazione del nuovo esecutivo tra socialdemocratici e democristiani è arrivato a termine di un difficile congresso straordinario dell'Spd. Una buona parte del partito ha duramente criticato l'ipotesi di un nuovo accordo con Merkel e alla fine dei 642 delegati riuniti a Bonn, 362 hanno votato a favore del documento di 28 pagine che fissa i termini della Grosse Koalition, mentre in 279 hanno votato contro.

L'Spd spaccato

Tra i contrari, il leader dei Giovani Socialdemocratici, Kevin Kuehnert: "Qualunque cosa succederà oggi non sarà la fine della nostra storia, non sarà la fine dei Socialdemocratici, ma può essere l'inizio di una nuova storia che scriviamo insieme - ha detto - Prendiamoci questo rischio insieme. Anche se questo significa essere nani oggi, così potremmo essere nuovamente giganti domani. Per favore, votate no". Parole a cui Schulz ha replicato rivendicando l'importanza della coalizione anche (se non soprattutto) per il futuro dell'Europa, da riformare insieme a leader come Emmanuel Macron (che Schulz ha citato nel suo discorso, rivelando di aver ricevuto anche una telefonata ieri sera dal presidente francese). Schulz ha anche rivendicato punti del possibile accordo di governo con Merkel molto cari al centrosinistra, come una pensione minima più alta, la parità dei contributi sanitari tra datori di lavoro e lavoratori e l'abolizione del contributo di solidarietà per i meno abbienti. Schulz ha promesso un ulteriore impegno per una stretta sui contratti a termine, per una sanità più equa e per una maggiore solidarietà con i migranti e ha puntualizzato che "con noi non ci sarà mai un tetto ai profughi".

Il nuovo governo

I negoziati per la formazione del governo - il terzo di Grande coalizione, dopo quelli del 2005-2009 e del 2013-2017, inizieranno nei prossimi giorni e concludersi a febbraio, con l'auspicio della cancelliera Angela Merkel di iniziare il suo quarto mandato prima di Pasqua, alla fine di marzo. L'ultima parola, per la Spd, la dovranno comunque dire i 440mila militanti del partito, che saranno chiamati nelle prossime settimane a esprimersi sull'accordo formale di coalizione, come già avvenuto nella precedente legislatura.

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