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In Germania tampone o quarantena per chi arriva dall'Italia, tranne dalla 'virtuosa' Calabria

L’Istituto Robert Koch classifica come 'zona rossa' tutto il Belpaese, a parte la punta dello Stivale. Test o isolamento anche per chi viaggia dal Vaticano o da San Marino

Tampone o quarantena di 14 giorni per tutti gli italiani in arrivo in Germania, ad eccezione dei soli calabresi.  A certificare la decisione è l’Istituto Robert Koch di Berlino (Rki), responsabile per il controllo e la prevenzione delle malattie infettive. Gli esperti hanno infatti dichiarato che tutte le regioni d’Italia sono considerate “zone rosse”, dunque a rischio coronavirus, tranne la sola Calabria, unica regione considerata per il momento sicura dalle autorità sanitarie tedesche. 

Tampone o quarantena

In forza di tale decisione, i viaggiatori sono sconsigliati dal recarsi nelle zone a rischio. Per gli spostamenti di necessità, si dovrà passare per una quarantena di due settimane o per il tampone. L'esame può essere effettuato anche immediatamente all'arrivo in territorio tedesco. Una misura che si applica anche a chi arriva in Germania dal Vaticano e dalla Repubblica di San Marino. 

Nessun divieto

Ma la decisione, chiariscono le autorità, entrerà in vigore il primo novembre prossimo e “non equivale a un divieto di viaggio”. Per le gli esperti di Berlino, un territorio diviene automaticamente zona a rischio Covid-19 quando viene superata la soglia critica dei 50 nuovi contagi ogni 100.000 abitanti negli ultimi sette giorni. 

Germania in lockdown 'light'

Intanto la Germania ha registrato oggi il nuovo record di contagi. Le 18.681 infezioni accertate in sole 24 ore rappresentano un preoccupante incremento di 2.000 casi in più rispetto a quelli registrati nella giornata di ieri. Una crescita che ha messo in allarme la prima economia europea, costretta a imporre un lockdown versione ‘light’. Per un mese resteranno chiusi ristoranti, bar, locali notturni, ma anche musei, cinema, teatri, piscine e palestre. Il Governo ha deciso, per il momento, di ‘salvare’ scuole e asili, che resteranno aperti assieme ai negozi.

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