La Spd ha il suo candidato per il post-Merkel: Scholz, l'uomo che ha fatto abbandonare l'austerità

L'attuale ministro delle Finanze correrà nella corsa alla cancelleria. È lui il volto del mega piano di stimolo per far ripartire l'economia tedesca ma anche una delle menti dietro il Recovery Fund

Olaf Scholz - foto Ansa EPA/HAYOUNG JEON

La Spd ha deciso. Sarà il ministro alle Finanze nonché attuale vicecancelliere Olaf Scholz il volto del partito nella corsa per la cancelleria nel post Angela Merkel. La nomina arriva ad oltre un anno di distanza dalle prossime elezioni legislative. "Solido e affidabile", ripetono in queste ore quasi tutti gli osservatori.

Centrista voluto dalla sinistra

Politicamente, il dato più eclatante è che a scegliere Scholz, considerato tendenzialmente un centrista, siano gli attuali leader della formazione socialdemocratica, Saskia Eske e Norbert Walter-Borjans, quelli che lo avevano battuto nella corsa per la leadership del partito, eletti a furor di popolo e rappresentanti dall'anima più di sinistra. La loro speranza è quella di lasciare alle spalle il tempo delle Grandi Coalizioni e governare con i radicali della Die Linke "Se escludiamo la possibilità di un'alleanza con loro i sostenitori del 'continuare così', e pertanto di una maggiore divisione della società avranno già vinto", ha dichiarato Walter-Borjans.

Cammino in salita

Per Scholz però il cammino è in salita. Molto popolare nel Paese è però secondo i sondaggi al momento solo il terzo nei gradimenti nel governo, dopo l'amatissima cancelliera e dopo il ministro della Sanità Jens Spahn, che potrebbe essere il candidato dei cristiano democratici della Cdu nelle prime elezioni dal 2005 senza Frau Merkel. La Spd poi, che non vince le legislative dal 2002, nei sondaggi è stata superata anche dai Verdi, diventando terzo partito del Paese. Insomma la battaglia sarà dura.

Scholzomat

Taciturno e molto pacato nei modi, il 62enne ex sindaco di Amburgo, la seconda città più grande della Germania, entrò nel partito quando aveva 17 anni e da giovane era vicino all'estrema sinistra. Eletto per la prima volta in Parlamento nel 1998, è stato segretario generale della Spd tra il 2002 e il 2004, periodo nel quale fu costretto a difendere le impopolari riforme economicamente liberali del cancelliere Gerhard Schröder. Questo gli è valso il soprannome di "Scholzomat" per le sue apparizioni pubbliche robotiche e poco convinte.

Basta austerità

Dall'inizio della pandemia il suo gradimento tra la popolazione è in continua crescita. È lui il volto del mega piano da 130 miliardi di euro per sostenere la ripartenza dell'economia tedesca e uscire dalla crisi. Ed è anche una delle menti dietro il Recovery Fund, il piano da 750 miliardi dell'Europa, fortemente voluto da Italia e Spagna, ma che ha necessitato del supporto decisivo di Berlino per essere approvato. È lui che sta traghettando il Paese dal ruolo di guardiano dell'austerità (che sembra ora stato delegato ai paesi Bassi di Mark Rutte), e quello di difensore di una maggiore spesa pubblica. Ma sempre con moderazione ovviamente.

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