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Domenica, 26 Maggio 2024
La decisione / Germania

La Germania raddoppia gli aiuti militari all'Ucraina (8 miliardi). E l'Italia?

Berlino sforerebbe così il tetto del 2% del Pil promesso dai membri Nato. L'Italia per ora sfiora il miliardo di euro dall'inizio del conflitto, ma deve capire cosa fare nel 2024

Otto miliardi di euro in aiuti militari all'Ucraina. È la cifra che la Germania sta per approvare dopo l'accordo trovato all'interno della coalizione di governo guidata dal cancelliere Olaf Scholz. In questo modo la spesa per la difesa supererebbe la soglia del 2% del prodotto interno lordo che tutti i membri della Nato sono tenuti a promettere per far parte del Trattato Nord Atlantico. Lo stesso interrogativo dovrà porselo ben presto anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che sarà chiamata a breve a stabilire il target previsto nella nuova legge di bilancio. Nonostante le cifre esatte non siano mai state del tutto chiarite, l'Italia avrebbe già sostenuto costi pari a quasi un miliardo di euro per il conflitto in Ucraina. Ma da quanto emerso dalla falsa chiamata con due comici russi (spacciatisi per un leader africano), il governo guidato da Fratelli d'Italia non sembrerebbe così propenso ad esporsi ulteriormente sul piano economico-militare in un conflitto che sembra destinato ancora a lungo allo stallo e per il quale secondo la premier servirebbe 'una via d'uscita'.

Leader Nato in Europa

Dai negoziati per il bilancio federale tedesco del 2024 svoltosi questa settimana tra i socialdemocratici, i liberali e il Partito Verde sarebbe stato concordato un aumento del contributo militare destinato a Kiev per proseguire la guerra contro la Russia. La rivelazione è stata fornita dall'agenzia Bloomberg, che non ha ricevuto commenti da parte del ministro della Difesa tedesco. Eppure la decisione sembra ormai delineata, dopo che il cancelliere Scholz ha promesso una significativa espansione delle capacità militari tedesche. La Germania è già il più grande sostenitore militare dell’Ucraina in Europa, mentre a livello globale resta dietro solo agli Stati Uniti. Con otto miliardi di euro messi a bilancio Berlino rafforzerebbe il suo ruolo di hub europeo per l'Alleanza atlantica.

Armi e mezzi inviati

Con l'approvazione da parte della commissione di bilancio del Bundestag (la camera bassa del parlamento tedesco) con ulteriori 4 miliardi di euro la spesa per la difesa tedesca raggiungerebbe il 2,1% del Pil. Si tratterebbe della prima volta in trent'anni. Secondo i dati recuperati dall’Istituto Kiel per l’Economia Mondiale, finora Berlino ha incanalato oltre 17 miliardi di euro in aiuti militari diretti all'Ucraina. Nel pacchetto sono inclusi i carri armati Leopard 2 e veicoli da combattimento di fanteria corazzata Marder. Sono stati inviati anche sistemi antimissile Iris-T e Patriot, cannoni antiaerei Gepard e lanciarazzi multipli. Secondo le fondi consultate da Bloomberg i piani tedeschi includono caccia F-35 di Lockheed Martin Corporation, il sistema di difesa aerea Arrow di Israele e gli elicotteri Chinook.

Le spese italiane

All'inizio del 2023, in base alle dichiarazioni del ministro degli Esteri Antonio Tajani, l’Italia aveva già inviato circa 1 miliardo di euro di controvalore in armamenti. Secondo il Kiel Institute, che sta monitorando gli aiuti per il Paese guidato da Volodymyr Zelensky, la cifra si attesterebbe sui 350 milioni di euro. L'Osservatorio sulle spese militari italiane (Mil€x) ritiene che sia più realistica una cifra intorno ai 500 milioni di euro versati in controvalore a partire dal febbraio del 2022 quando la Russia ha invaso l'Ucraina. Secondo i ricercatori non è possibile sapere se si tratta di prezzi di costo per nuovo riacquisto o valutazioni di magazzino. È su questa cifra che si basano però le richieste di rimborso che i Paesi membri inviano all’Unione Europea.

Fondi militari fuori bilancio

Le istituzioni Ue hanno deciso di supportare lo sforzo bellico attribuendo più fondi dedicati a questo obiettivo alla European Peace Facility (Epf). Quest’ultimo è uno strumento finanziario ‘fuori bilancio’, che rientra quindi nella competenza del Consiglio Ue e non della Commissione, finalizzato a sostenere le iniziative militari internazionali europee. Al momento la quota di contribuzione annuale dell'Italia a questo fondo sarebbe pari a circa il 12,8% del totale. Il rimborso verso gli Stati Membri non potrà coprire del tutto le richiese dei Paesi membri viste le spese enormi sostenute nell’ultimo anno. Al momento si prevede una restituzione attorno al 50% del valore spedito.

A marzo 2023, secondo gli esperti di Mil€x, sommando i diversi strumenti di sostegno previsti da Bruxelles, avevano calcolato che sull'Italia grava già un costo sicuro di 838 milioni di euro, che avrebbe potuto superare i 950 milioni di euro una volta formalizzata la partecipazione alla seconda tranche dei programmi per le nuove munizioni. Al fine di includere le onerose decisioni connesse al conflitto ucraino, l'Ue nel luglio 2023 ha proposto che i fondi Epf raggiungano i 20 miliardi di euro tra il 2024 e il 2027.

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