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La leader della Cdu Annegret Kramp-Karrenbauer e la cancelliera Angela Merkel lo scorso febbraio - foto archivio Ansa  EPA/CLEMENS BILAN

La leader della Cdu Annegret Kramp-Karrenbauer e la cancelliera Angela Merkel lo scorso febbraio - foto archivio Ansa EPA/CLEMENS BILAN

Svolta al femminile in Germania, almeno un terzo delle dirigenti d'azienda dovranno essere donne

La riforma voluta dal governo varrà per le imprese quotate in borsa con più di tre Ceo. La ministra alle pari opportunità: "Svolta storica. Diamo l'esempio per una società moderna e sostenibile"

Se c'è un Paese nel mondo che più di tutti dimostra, se ancora ce ne fosse bisogno, che le donne possono essere leader al pari se non meglio degli uomini, questa è la Germania di Angela Merkel. La cancelliera nei 15 anni in cui è stata alla guida del Paese ha dimostrato, al di là di quello che si possa pensare delle sue idee, una capacità di leadership fuori dal comune.

Le quote rosa

La stessa capacità che Berlino crede le donne possano e debbano avere anche nella gestione dell'economia. Per questo il governo tedesco ha deciso di introdurre una 'quota rosa' obbligatoria del 30% obbligatoria per i Consigli d'amministrazione nelle società quotate del Paese. Un accordo raggiunto alla fine della scorsa settimana tra i cristiani democratici (Cdu) di Angela Merkel e il loro alleato, i socialdemocratici della Spd, prevede che i consigli di amministrazione con più di tre membri debbano includere almeno una donna, invertendo un sistema volontario che i critici sostengono non sia riuscito a raggiungere il necessario spostamento verso la parità di genere.

Svolta storica

"È una svolta storica. Mettiamo fine ai consigli di amministrazione senza donne nelle grandi aziende. Diamo l'esempio per una società moderna e sostenibile", ha esultato Franziska Giffey, ministro federale tedesco per le donne. "Sfruttiamo tutte le potenzialità del nostro Paese in modo che il migliore nelle squadre miste possa avere più successo. Perché nulla viene fatto volontariamente e abbiamo bisogno di linee guida per andare avanti", ha aggiunto. Giffey ha ammesso che una legge emanata nel 2015 che obbligava le aziende a pubblicare obiettivi per la partecipazione femminile a livello di consiglio non aveva prodotto i risultati desiderati. "Le misure volontarie non hanno portato a nulla, abbiamo bisogno di standard obbligatori per ottenere risultati", ha detto. Critiche al sistema delle quote sono arrivate però dai liberali democratici, secondo cui il sistema "degrada le donne alla posizione di segnaposto e non rispetta veramente i loro risultati".

Donne sotto rappresentate

La mossa del governo, spiega il Guardian, arriva dopo che una recente ricerca ha scoperto che la rappresentanza delle donne nell'alta dirigenza delle aziende tedesche è indietro rispetto alle principali economie rivali. Secondo un sondaggio di settembre della fondazione svedese-tedesca AllBright, le donne costituiscono il 12,8% dei consigli di amministrazione delle 30 maggiori societa' tedesche quotate nell'indice blue chip Dax. La cifra si confronta con il 28,6% negli Stati Uniti, il 24,5% nel Regno Unito e il 22,2% in Francia.

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