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Domenica, 26 Giugno 2022
Emergenza umanitaria

"La Germania invierà i profughi ucraini in Italia via treno"

L'annuncio della ministra Faeser. Berlino e Varsavia chiedono a Bruxelles una ripartizione tra i Paesi Ue e 1.000 euro per rifugiato

La Germania, insieme alla Polonia, ha chiesto aiuto alal Commissione europea per la ripartizione dei rifugiati ucraini in fuga dalla guerra e per la gestione economica dei profughi entrati nei due Paesi. Nel frattempo, Berlino avrebbe già sottoscritto un'intesa di massima con alcuni Stati membri, tra cui l'Italia, per l'invio di profughi che hanno raggiunto il suo territorio e il cui flusso sta già provocando tensioni politiche con l'opposizione. Ad annunciare l'iniziativa è stata la ministra degli Interni, Nancy Faeser. 

Le richieste a Bruxelles

In una lettera inviata alla Commissione europea e sottoscritta dall'omologo polacco Mariusz Kaminski, la ministra del governo del socialdemocratico e collega di partito Olaf Scholz ha sollecitato l'adozione di un'intesa tra i Paesi Ue per la ripartizione dei rifugiati sul modello di quanto avvenuto nel 2015 con la crisi siriana. All'epoca, a opporsi a una misura del genere erano stati i cosiddetti Paesi di Visegrad, tra cui Polonia e Ungheria, che oggi si trovano in prima linea nell'accoglienza. Soprattutto la Polonia ospita attualmente la stragrande maggioranza degli ucraini fuggiti in seguito alla guerra (circa 2,3 milioni secondo le ultime cifre), mentre la polizia tedesca ha registrato l'arrivo di 266.975 rifugiati.

L'afflusso di profughi in Germania ha portato subito a tensioni politiche. Friedrich Merz, leader del principale partito di opposizione, la Cdu, ha criticato la scelta del governo di snellire le procedure burocratiche, non prevedendo l'obbligo di registrazione al passaggio del confine, come richiesto dall'Unione europea e come starebbe facendo la Polonia, per esempio, "con l'aiuto di una società di software tedesca" ha aggiunto Merz. "Si tratta principalmente di bambini e donne in fuga da giorni, che hanno dovuto sopportare il freddo al confine polacco. Non vogliamo che vengano fermati al confine tedesco perché stiamo introducendo controlli di frontiera stazionari", ha replicato la ministra Faeser al Tagesspiegel, spiegando che la registrazione diventerebbe obbligatoria per chiunque chieda di usufruire di un centro d'accoglienza o di un sostegno dello Stato. 

Treni per l'Italia

Un altro aspetto è importante è il costo dell'accoglienza e la suddivisione degli oneri. Sui costi, la Commissione Ue ha invitato finora gli Stati a fare affidamento sui fondi già stanziati di ReactEU, ossia uno dei pezzi del Recovery fund. Berlino e Varsavia chiedono però risorse aggiuntive, e propongono a Bruxelles di stanziare 1.000 euro per ogni rifugiato accolto. 

Per la ripartizione, Faeser ha assicurato che sta lavorando per far arrivare i rifugiati nel resto dell'Ue, specialmente nell'Europa meridionale. Alla domanda su quali Paesi in Europa avessero già dato la disponibilità a dividere il carico dell'accoglienza, la ministra ha risposto "quasi tutti". Nel novero delle disponibilità, la ministra ha citato Italia, Spagna e Grecia. L'obiettivo di Berlino è creare canali diretti dalla Polonia agli altri Stati Ue: "Ci stiamo assicurando di portare più treni diretti dalla Polonia ad altri Paesi dell'Ue. Ad esempio c'è il primo collegamento ferroviario da Rzepin in Polonia a Lione in Francia".

E gli altri? "Li stiamo espandendo. Spagna e Italia si sono dichiarate disponibili, ma hanno bisogno dei collegamenti di trasporto che stiamo creando". Anche la Grecia è pronta a fare la sua parte, ma ha bisogno di collegamenti aerei. E lo stesso potrebbe riguardare "i Paesi del G7 come Stati Uniti, Canada e Gran Bretagna". 

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