Muore accoltellato, ultradestra lancia la “caccia al migrante”. Ma i cittadini la fermano

E' successo a Chemitz, in Germania, dove in seguito all'assassinio di un 35enne, l'estrema destra ha organizzato un corteo “punitivo”. Scontri con i movimenti di sinistra: 6 feriti  

Il corteo dell'ultradestra di ieri a Chemnitz

Una vera e propria “caccia al migrante”. E' quella promossa ieri a Chemnitz, in Germania, dopo la morte di un uomo accoltellato in una rissa, secondo fonti non confermate da persone di nazionalità non tedesca. A organizzare quella che doveva essere una mega spedizione punitiva sono il movimento xenofobo e islamofobo Pegida e il partito di estrema destra Alternativa per la Germania (AfD), che alle ultime elezioni ha ottenuto oltre il 12% dei consensi. 

La caccia allo straniero

Pegida ha affermato che il 35enne sarebbe stato accoltellato "mentre tentava di proteggere la moglie". Domenica circa mille persone hanno manifestato rispondendo alla convocazione dell'ultradestra, urlando slogan come "Fuori gli stranieri", "Questa è la nostra città" e "Noi siamo il popolo". Ieri, ancora 800 persone sono scese in strada, alcuni di loro con l'obiettivo di punire iraniani e siriani, le due comunità da cui, secondo le voci circolate in città, provengono i presunti aggressori della vittima. Nel corso della dimostrazione tre persone, un afghano, un siriano e un bulgaro sono state vittime di aggressione.

Gli scontri

Il bilancio poteva essere più pesante. A opporsi al corteo punitivo, oltre a un vasto schieramento di forze dell'ordine, sono arrivati circa mille cittadini, tra cui molti militanti di sinistra, che si sono scontrati con i manifestanti di estrema destra: alla fine, sono stati sei i feriti. E le tensioni non tendono a placarsi. 

Sindacati polizia accusano tagli a personale

Oggi, è stato aumentato il dispiegamento delle forze dell'ordine. Lo ha annunciato Oliver Malchow, capo del sindacato di polizia GdP, denunciando il rischio di ronde e giustizia fai da te: quando lo Stato viene percepito come non più in grado di proteggere i cittadini, "i cittadini si fanno giustizia da soli e iniziano a fare affidamento sulle milizie di autodifesa e sui vigilantes". "Lo Stato ha fallito in materia di sicurezza interna perché ha ridotto in maniera massiccia il personale", ha aggiunto Malchow.

La condanna di Merkel

Dure la condanna della cancelliera Angela Merkel: “Non tolleriamo queste assemblee illegali e la caccia alle persone che sembrano diverse o hanno origini diverse - ha detto il suo portavoce Steffen Seibert - Nelle nostre città non c'è posto per questo e il governo lo condanna nei termini più forti. Il nostro messaggio fondamentale per Chemnitz e non solo è che in Germania non c'è posto per la giustizia sommaria, per i gruppi che vogliono seminare l'odio per le strade, per l'intolleranza e l'estremismo".

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Un Land in bilico

I media hanno riferito che l'accoltellamento è avvenuto nell'ambito di un festival di strada. La Sassonia è l'area di nascita del movimento Pegida e l'AfD ha un forte sostegno nel Land, dove i sondaggi prevedono che nelle elezioni regionali del prossimo anno potrebbe essere il secondo partito. Nella città di Chemnitz l'AfD ha tanti elettori quanto il partito Cdu della cancelliera Merkel. 

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