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Da sinistra la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente russo Vladimir Putin

Da sinistra la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente russo Vladimir Putin

La Germania pronta ad aggirare l'Ue e a comprare lo Sputnik, ma Bruxelles insiste: "Non serve"

Berlino ha annunciato di stare pianificando un accordo bilaterale con Mosca, anche senza aspettare l'ok dell'Ema. Breton: "Meglio concentrare gli sforzi sui vaccini già approvati". Il ministro russo Lavrov: "Malcontento in Italia"

La Germania sta pianificando un accordo con la Russia per l'acquisto del vaccino contro il Covid-19 sviluppato da Mosca, lo Sputnik V. E lo starebbe facendo in rotta con la Commissione europea, secondo cui bisogna concentrare gli sforzi sui vaccini già approvati dall'Ema se si vuole raggiungere una immunità di gregge entro luglio in tutta l'Ue.  "Qualsiasi azienda che desideri iniziare a produrre un nuovo vaccino avrà bisogno di almeno dieci mesi. Quindi nessuno di questi nuovi vaccini", compresi quelli cinesi, "sarebbe in grado di somministrare dosi prima della fine dell'anno", ha detto il commissario Ue all'Industria, il francese Thierry Breton.

La corsa a sostituire Astrazeneca

La notizia della fuga in avanti di Berlino è emersa in queste ore in seguito all'ultimo parere dell'Ema, l'agenzia europea del farmaco, sul vaccino Astrazeneca e i casi rari di trombosi che sarebbero collegati alla sua somministrazione. Secondo l'Ema, il vaccino della casa anglo-svedese può essere somministrato in sicurezza a tutte le fasce d'età, ma diversi Paesi Ue, come l'Italia, lo stanno vietando per gli under 60. Il risultato è che adesso tra i governi è scattata la corsa a trovare un sostituto ad Astrazeneca, cosa non facile per due ragioni: il ritmo di produzione degli altri vaccini già approvati dall'Ema e i costi decisamente maggiori che le dosi di Pfizer e Moderna hanno rispetto al farmaco sviluppato da Oxford.

La fuga in avanti di Berlino

La Germania, anche sotto la spinta della Bavaria che avrebbe già siglato un accordo con Mosca, ha annunciato di stare pianificando un ordine d'acquisto dello Sputnik V. Secondo quanto riferisce il quotidiano "Frankfurter Allgemeine Zeitung", l'annuncio sarebbe stato fatto dal ministro della Salute tedesco, Jens Spahn, durante i colloqui con gli omologhi degli altri Stati membri dell'Ue. A tal fine, ha aggiunto il ministro della Salute tedesco, prima di tutto, è necessario chiarire le quantità del preparato che la Russia può fornire e quando potrebbero essere consegnate le dosi. Inoltre, Spahn ha fatto intendere che, sebbene la best option per Berlino sia quella di attendere l'ok dell'Ema al vaccino russo, il suo governo potrebbe anche farne a meno qualora tale approvazione dovesse ritardare (come pare palusibile stando alle ultime indiscrezioni).

"Sputnik non servirà nel 2021"

Per Breton, però, il problema non è tanto legato alla "potenziale efficacia, sicurezza e qualità dei vaccini sviluppati al di fuori dell'Ue", di cui si occupa l'Ema, quanto alla produzione industriale, con particolare riferimento a Sputnik e vaccini cinesi. "Ogni volta che mi è stato chiesto di commentare questi vaccini, l'ho fatto da una prospettiva industriale: possono aggiungersi al portafoglio di vaccini dell'Europa e aumentare il nostro obiettivo di immunità per l'estate 2021? Temo che la risposta sia no", ha detto Breton, che poche settimane fa aveva previsto per il 14 luglio il giorno in cui l'Ue potrebbe raggiungere una immunità di gregge grazie ai vaccini. "Qualsiasi azienda che desideri iniziare a produrre un nuovo vaccino avrà bisogno di almeno dieci mesi. Quindi nessuno di questi nuovi vaccini sarebbe in grado di somministrare dosi prima della fine dell'anno. Ecco perché dobbiamo concentrare i nostri sforzi di produzione industriale europea sui vaccini che sono già autorizzati o che stanno per essere autorizzati",ha aggiunto Breton.

Il malcontento dell'Italia, secondo Lavrov

Dalla Russia, intanto, fanno sapere che dal loro punto di vista il problema sta proprio nell'Ema. E che i ritardi nel processo di approvazione dello Sputnik V starebbe "causando malcontento" nei in alcuni Paesi europei, tra cui l'Italia. "Il presidente russo Vladimir Putin ha ripetutamente citato dati specifici nelle conversazioni con i leader europei, compreso il presidente del Consiglio europeo Charles Michel, su quando le domande [per la registrazione] erano state depositate, quando erano stati inviati documenti aggiuntivi. Noi procediamo dal presupposto che l'Ue ha le sue regole, i suoi usi e costumi", ha detto il ministro degli esteri russo Sergey Lavrov in conferenza stampa. "Vogliamo cooperare e, come potete vedere, il fatto che il processo di approvazione del vaccino Sputnik V da parte dell'agenzia europea dei medicinali richieda così tanto tempo sta causando malcontento in Europa", ha concluso.

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