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Giovedì, 8 Dicembre 2022
Effetto sanzioni / Germania

"Da gennaio carenze di benzina, diesel e cherosene con l'embargo sul petrolio russo"

Allarme in Germania, dove due grandi raffinerie sono dipendenti dal greggio in arrivo dalla Russia. Una di queste rifornisce di carburante l'aeroporto di Berlino

Lo stop al petrolio russo potrebbe costare caro alla prima economia dell'Ue. Il governo tedesco ha ammesso che da gennaio, quando entrerà in vigore la sanzione anti-Cremlino, potrebbero verificarsi carenze di carburanti di vario tipo a causa del divieto di importare greggio dal Paese che ha invaso l'Ucraina. Stabilita a livello Ue come sanzione per indebolire l'economia russa, la misura rischia di mettere in crisi la sicurezza energetica della Germania dell'Est, dove due grandi raffinerie sono dipendenti dal petrolio che arriva tramite l'oleodotto Druzhba ('amicizia' in russo). 

L'avvertimento - ha riportato il Financial Times - è contenuto nella risposta a un'interrogazione dei parlamentari democratici cristiani di opposizione al governo guidato dal socialdemocratico Olaf Scholz. "A seconda dello scenario, non si possono escludere carenze di approvvigionamento locali e temporanee e aumenti di prezzo", hanno ammesso i ministri.

Tra le raffinerie più colpite dallo stop al petrolio russo c'è quella di Schwedt, a meno di 100 chilometri da Berlino, che fornisce l'intera regione di benzina, diesel, cherosene e olio combustibile. Uno dei principali clienti della raffineria dipendente dalle importazioni dalla Russia è l'aeroporto internazionale di Berlino. L'altra raffineria che potrebbe ridurre sensibilmente i volumi di produzione a partire da gennaio è lo stabilimento di Leuna, nell'area vasta di Lipsia. 

Nella risposta ai parlamentari della Cdu (il partito un tempo guidato da Angela Merkel), il governo di Berlino ha spiegato nei dettagli i suoi sforzi per diversificare l'approvvigionamento della raffineria Schwedt dalle importazioni di petrolio russo, ma ha anche riconosciuto che l'embargo potrebbe causare problemi all'economia della Germania orientale. In particolare "l'oleodotto Rostock-Schwedt è e rimane un importante pilastro della fornitura di greggio non russo" alla raffineria di Schwedt, si legge nella risposta che fa riferimento all'infrastruttura che collega la raffineria al porto di Rostock.

La Germania verso la recessione. E la crescita italiana si ferma

L'oleodotto alternativo al Druzhba attualmente può pompare fino a 6,8 milioni di tonnellate di petrolio all'anno verso la raffineria di Schwedt, ma i lavori di ammodernamento dovrebbero aumentare la sua capacità a circa 9 milioni di tonnellate all'anno. Il governo ha annunciato a settembre che avrebbe fornito 400 milioni di euro per finanziare i lavori. Secondo Berlino, l'oleodotto può fornire a Schwedt il "volume minimo tecnicamente richiesto" per garantire il funzionamento. Ma altre analisi hanno fatto notare che la raffineria ha bisogno di circa 12 milioni di tonnellate di petrolio all'anno per operare a pieno regime. Numeri che stanno creando timori per l'economia tedesca che, secondo le previsioni della Commissione europea, entrerà in recessione nei prossimi mesi. 

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