Sabato, 16 Ottobre 2021
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Migliaia di gay in carcere per atti omosessuali fino al '94: ora la Germania li risarcisce

La legge risalente alla fine dell'800 era rimasta anche dopo il crollo del nazismo: oltre 68mila persone furono condannate

Durante il nazismo, venivano internati nei campi di sterminio. Ma anche dopo la guerra, essere gay in Germania significava andare contro la legge: circa 68mila persone finirono in carcere, a Ovest come a Est, con l'accusa di aver compiuto atti omosessuali. La legge-vergogna fu abrogata solo nel 1994. E a distanza di quasi un trentennio da allora, il governo di Berlino ha cominciato a risarcire le vittime. Lo ha reso noto il ministero della Giustizia di Berlino, che ha pubblicato le cifre dei primi risarcimenti emessi: circa 249 compensazioni per un totale di 860mila euro.

Le richieste di risarcimento sono scattate dopo il 2017, quando la giustizia tedesca annullò le condanne inflitte nel quadro del famigerato paragrafo 175 del suo codice penale. Le compensazioni ammontano a 3.000 euro per ogni carcerazione, più 1.500 euro per ogni anno di carcere. Dal 2019, lo schema è stato ampliato per includere anche coloro che sono stati perseguitati dalla giustizia anche senza venire poi incarcerati. E che a causa dei processi hanno perso il lavoro o hanno subito conseguenze psicologiche o fisiche. 

Il Paragrafo 175

La legge in questione, o meglio il paragrafo 175 del codice penale tedesco, era stata introdotta nel 1871 con la nascita dello stato germanico e venne successivamente inasprita dai nazisti nel 1935, che ne allargarono sostanzialmente il campo d’applicazione aggravando anche l’impianto sanzionatorio. Com’è noto, prima di venire internati nei campi di sterminio, gli omosessuali venivano identificati dalla Gestapo tramite il cosiddetto “triangolo rosa” (Rosa Winkel), un triangolo di stoffa apposto sui vestiti alla stessa guisa della stella di David per gli ebrei. Dei circa 50mila gay finiti nei campi di concentramento, almeno 10mila vennero castrati o sterilizzati. Si stima che 30mila morirono.

Con la fine del nazismo, la Germania fu divisa in due. Ma il paragrafo 175 continuò a essere applicato tanto nella Germania dell'Ovest, quanto in quella dell'Est: n totale furono circa 68mila i gay incarcerati. Nel 1994, dopo la riunificazione, la norma fu abrogata completamente dal codice civile tedesco (la Germania dell'Est l’aveva già soppressa sul finire degli anni Ottanta). Nel 2000, il Bundestag ha espresso rammarico per il mantenimento della stessa nel periodo post-bellico, mentre nel 2002 annullò le pene comminate agli omosessuali nell’era nazista. L’annullamento completo e definitivo di tutte le condanne, comprese quelle del dopoguerra, avvenne però solo nel 2017, quando si pensò allo schema di risarcimento danni. Le richieste di compensazione finora arrivate sono state qualche centinaio. Il governo ha reso noto che la scadenza per presentare le domande è il 21 luglio 2022.

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