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Giovedì, 30 Maggio 2024
Il punto

Così l'Europa continua a finanziare la guerra di Putin

I paesi baltici chiedono il divieto totale delle importazioni di carburante da Mosca ma si rischia uno shock energetico. Dietro l'annuncio di aver sostituito il gas russo c'è una verità troppo spesso taciuta: a una dipendenza energetica ne abbiamo sostituita un'altra

L'Europa non può recidere il cordone energetico che ancora la lega alla Russia e deve ancora importare gas naturale liquefatto da Mosca per evitare uno shock energetico. È il monito del regolatore energetico dell'UE (Acer) all'indomani della richiesta di un gruppo di stati membri che ha cerca di vietare gli acquisti di carburante da Mosca. Guardando i dati diffusi dal garante energetico europeo è evidente come mai come ore gli stati europei stiano acquistando dalla Russia quantità record di Gnl.

lng russo

Come evidenzia l'organismo di vigilanza nel monitorare il mercato energetico europeo, il mercato globale del gas è ancora ristretto. L'impresa di sostituire le importazioni di gas dalla Russia dopo l'invasione dell'Ucraina da parte del Cremlino nel 2022 ha finito per creare un nuovo cordone ombelicale con Mosca. I dati lo dimostrano: nel 2023 le nazioni europee hanno aumentato del 40% le importazioni di Gnl dalla Russia, diventato ora il secondo fornitore del blocco con 15,5 milioni di tonnellate di Gnl.

chi paga la guerra di putin

Ora I Svezia, Finlandia e Stati baltici stanno spingendo affinché l'UE imponga un divieto totale immediato all'acquisto di Gnl russo e una discussione è prevista la prossima settimana in sede di Commissione europea. Ma dall'autorità di vigilanza arriva un avvertimento: alla fine dell'anno scadono i contratti di transito nel gasdotto che lega direttamente la Russia al blocco europeo, contratto che non verrà rinnovato e resterà attivo il solo gasdotto che passa sotto il Mar Nero verso la Turchia e la Bulgaria.

Entro il 2027 l'Ue vuole eliminare importazioni energetiche da Russia

Una restrizione del mercato non potrà che far lievitare i prezzi e Francia e Germania sono preoccupati di mantenere bassi i costi energetici per l’industria. Tagliare il Gnl è fuori questione. Per evitare uno shock energetico non resta che continuare a finanziare la guerra di Putin che consegna in europea 18 miliardi di metri cubi di Gnl diretto sopratutto verso Spagna, Francia e Belgio.

guerra di putin

La Commissione europea vuole spingere i paesi membri a chiudere ogni importazione energetica dalla Russia entro il 2027, ma il tempo stringe e le prossime elezioni europee potrebbero ridisegnare gli assetti. Nel frattempo la prospettiva energetica è meno pessimistica che in passatogli: nel mondo la capacità di produzione e commercio di Gnl ha raggiunto un nuovo picco e le infrastrutture costruite in Ue permettono di guardare al futuro con ottimismo vista la tendenza al ribasso dei prezzi del gas già a livelli pre-invasione russa dell'Ucraina. Confidando sempre che la strategia di efficientamento energetico messo in campo dall'Europa consenta di contenere la richiesta di gas.

bonus efficentamento

Tuttavia il completo raggiungimento degli obiettivi del piano REPowerEU rimane incerto, in particolare per quanto riguarda sforzi ambiziosi come la produzione di idrogeno verde, che potrebbe rivelarsi impegnativo alla luce dei risultati attuali. Diversi colli di bottiglia potrebbero mettere a rischio gli obiettivi, come la dipendenza dalle terre rare, la catena di approvvigionamento, ma anche la carenza di manodopera qualificata.

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Ad oggi il principale decremento della domanda di gas è dovuto a causa dell'aumento dei prezzi che ha colpito i settori industriale e di consumo domestico: un calo che vista la stagnazione economica è stato mantenuto strutturalmente.

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