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Domenica, 21 Aprile 2024
Agenda von der Leyen

Dal gas al Patto sui migranti: le sfide dell'Ue nel 2023

Il programma di Bruxelles parte con la riforma del mercato dell'elettricità e la creazione di una "Banca europea dell'idrogeno". Per l'Ue è "vitale" il dossier sui flussi migratori

Dopo oltre dieci mesi di ostilità, la guerra in Ucraina resta il primo motivo di preoccupazione per l'Unione europea. Non solo per i pericoli di sicurezza, ma anche per le conseguenze dell'invasione in termini di approvvigionamento energetico, prezzi dell'elettricità, inflazione e rischi di recessione. Non a caso l'agenda del 2023 della Commissione europea parte proprio dalla riforma del mercato dell'elettricità, un provvedimento chiesto a gran voce da diversi governi nazionali ma ancora in fase di preparazione assieme agli altri dossier nel programma Ue del prossimo anno.

Alla ricerca del gas

L'elenco degli obiettivi politici di Bruxelles per il 2023, oltre alla revisione delle regole comuni sul mercato dell'elettricità, include diversi traguardi collegati al tema energetico e alla transizione verso fonti sostenibili. Si va dalla creazione di una "Banca europea dell'idrogeno" alle iniziative per rendere più 'verde' il settore dei trasporti. Ma al netto delle riforme, l'obiettivo implicito per il 2023 sarà quello di fornire all'Europa abbastanza gas per l'anno successivo. "Stiamo ancora affrontando un inverno difficile, ma grazie al regolamento sullo stoccaggio del gas quasi il 91% della capacità di riserva dell'Ue è stato riempito", si legge nel documento di programmazione. Nonostante i risultati ottenuti, l'Agenzia internazionale dell'energia recentemente ha avvertito che nel prossimo anno all'Ue potrebbero mancare 30 miliardi di metri cubi di gas naturale essenziali per la sicurezza energetica dei 27 Stati membri. È dunque probabile che Bruxelles dovrà spingere sull'acceleratore degli acquisti comuni di metano dalle potenze energetiche straniere.

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Green Deal, tecniche genomiche e rifiuti

Altre novità del 2023 riguarderanno aspetti del Green Deal destinati a creare dibattito nell'Ue. Ai blocchi di partenza c'è infatti "la legislazione per nuove tecniche genomiche come la mutagenesi mirata o la cisgenesi" pensata per contribuire "a un sistema alimentare più resiliente e sostenibile attraverso prodotti vegetali innovativi", si legge nel programma. Dopo la controversa proposta sugli imballaggi, la Commissione tornerà sul tema dei rifiuti con una revisione delle regole sugli scarti alimentari e dell'industria tessile. Per quanto riguarda le politiche sul digitale, Palazzo Berlaymont presenterà un nuovo piano sulle materie prime per garantire una fornitura diversificata e incoraggiare il riciclaggio dei materiali. 

Bilancio e corruzione

Bruxelles intende anche rimettere mano al Quadro finanziario pluriennale, ovvero il bilancio europeo che viene approvato ogni sette anni. Le previsioni di budget fatte per il 2021-2027 hanno subito il doppio choc della pandemia e della guerra: di qui la richiesta della Commissione agli Stati membri di rimettere mano al portafogli per incrementare la quota di risorse pubbliche gestite in sede europea. L'aumento di bilancio, stando al programma dell'esecutivo Ue, potrebbe essere sostenuto con l'introduzione di nuove risorse proprie, quindi di tasse il cui gettito viene destinato alle casse europee. Altri dossier legislativi che verranno presentati nel prossimo anno mirano a rafforzare il ruolo dell'Ue nel mondo, a migliorare il sistema di controlli anti-corruzione - con un chiaro collegamento di quest'ultima iniziativa con lo scandalo del Qatargate - e a migliorare la cooperazione tra i Paesi in materia di gestione dei confini e libera circolazione. 

Migranti e asilo

La vera sfida Ue in materia di flussi migratori si giocherà ai tavoli negoziali dove giace da settembre 2020 la proposta di Patto Ue per la migrazione e l'asilo. Come ribadito dalla Commissione nelle bollenti settimane di crisi tra Italia e Francia sugli sbarchi delle navi ong, il nuovo accordo europeo di gestione dei migranti e dei richiedenti asilo va approvato entro la fine della legislatura, ovvero entro i primi mesi del 2024. L'agenda della Commissione per il prossimo anno definisce quindi "vitale" la definizione di "un quadro chiaro e solido per il nostro sistema di migrazione e asilo" visti "gli eventi alle nostre porte". Ma finora ogni pressione Ue per andare su questo tema, fatti salvi timidi avanzamenti, sono largamente caduti nel vuoto a causa delle divisioni sul dossier più 'sensibile' sul versante della politica interna.

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