Da Fca a Ford, fusioni e accordi per evitare le multe Ue sulle emissioni

Le regole Ue consentono di mettere assieme i dati sull'inquinamento, evitando il rischio di ricevere sanzioni. Ma le imprese devono far fronte anche al crollo delle immatricolazioni dovuto al Covid-19

Green Deal e Covid-19 hanno imposto ai principali attori del mercato automobilistico europeo di cambiare strategia e creare alleanze commerciali. L’obiettivo è quello di evitare pesanti multe dell'Ue per mancato raggiungimento degli obiettivi di riduzione di Co2 e per questo i dirigenti di Fiat-Chrysler, Ford, Honda e altri si sono visti costretti a negoziare i cosiddetti accordi di 'pooling', volti a mettere assieme le proprie emissioni inquinanti con quelle di un’impresa che produce auto più sostenibili per l’ambiente. Assieme alla strategia per evitare sanzioni, le case automobilistiche sono ora costrette a fare i conti con la seconda ondata di coronavirus, che ha segnato un crollo delle vendite di nuove vetture. 

I dati preoccupanti

Secondo la European Automobile Manufacturers Association, nei primi nove mesi dell'anno le nuove immatricolazioni di autovetture si sono contratte di quasi il 30% e settembre è stato il primo mese di crescita anno nel 2020. Gli analisti prevedono di nuovo un calo in ottobre a seguito della seconda ondata di pandemia. Un contesto che si somma al nuovo limite di emissioni medie, in vigore dall’anno prossimo, che per tutte le auto in circolazione nell'Ue sarà di 95 grammi di Co2 per chilometro percorso. Alcuni produttori come Fiat-Chrysler (Fca) e Ford hanno riconosciuto che faranno fatica a tagliare le emissioni prodotte dalle loro nuove auto e hanno fatto ricorso ad accordi di pooling, che sono consentiti dalla legge dell'Ue.

Gli accordi anti-sanzione

La ex Fiat è stata una delle prime aziende ad agire, mediando un accordo con la statunitense Tesla specialista dell’auto elettrica. Il gigante italo-americano dell’auto pagherà alla società di Elon Musk centinaia di milioni di euro per mettere assieme i dati sulle emissioni, abbassando la media ed evitando le multe. Strategia replicata anche da Honda, che è entrata a far parte del pool con Tesla in ottobre, dal momento che l'azienda giapponese ha registrato cifre di vendita deludenti per il suo nuovo modello elettrico. Secondo gli analisti, è probabile che le vendite di Tesla siano abbastanza alte da coprire le esigenze di entrambe le case automobilistiche con cui ha stretto accordi. Investire più risorse nella produzione di veicoli a emissioni zero è stata la forza trainante dietro la recente decisione di Honda di ridurre il suo coinvolgimento anche nella Formula 1.

Il gruppo Jaguar-Land Rover sta invece già pianificando lo scenario peggiore e ha accantonato più di 100 milioni di euro per pagare le possibili multe Ue. Peugeot, potrebbe invece fondersi con Fca all'inizio del prossimo anno. Il know-how sull'energia elettrica per auto di piccole dimensioni dell'azienda francese è uno dei fattori che spingono l’ex Fiat a sostenere la fusione.

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