Sabato, 23 Ottobre 2021
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Frontex lascia l’Ungheria dopo l’allarme dei giudici Ue: "Migranti deportati oltreconfine"

La sentenza dichiara che il Governo di Orban ‘accompagna’ con la forza i richiedenti asilo in Serbia. L’Onu ribadisce: "I respingimenti sono illegali"

Frontex ha sospeso le sue attività in Ungheria perché il Paese respinge illegalmente i migranti che tentano di attraversare il confine con la Serbia. A dichiarare illegale il comportamento di Budapest è stata, lo scorso 17 dicembre, la Corte di giustizia dell'Unione europea, secondo cui, scortando forzatamente fuori dalla nazione i richiedenti asilo, il Paese guidato da Viktor Orban compie vere e proprie deportazioni che violano sia le norme europee che quelle internazionali. Per questo l'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, che assiste gli Stati Ue e gli Stati che fanno parte dell'area Schengen nella protezione dei confini esterni, ha ritenuto che l'unica scelta possibile fosse quella di abbandonare il Paese. 

I respingimenti in Europa

Nelle ultime settimane, la stessa Frontex è stata accusata, come emerge da alcuni report, di respingimenti a danno dei richiedenti asilo. Per questo è intervenuta l'Onu e la sua Agenzia per i rifugiati, l'Unhcr, chiedendo "indagini urgenti su presunte violazioni e maltrattamenti" di migranti. "L'Unhcr ha ricevuto un flusso continuo di segnalazioni di alcuni Stati europei che limitano l'accesso all'asilo", ha detto l'assistente dell'Alto Commissario incaricata della Protezione dei migranti, Gillian Triggs, riferendosi anche a incidenti marittimi e all'uso della "violenza al confine". 

Le norme violate

Triggs ha poi scandito a chiare lettere che "i respingimenti sono semplicemente illegali". Le leggi internazionali e dell'Ue sui diritti umani proteggono coloro che cercano protezione in un Paese che le ha ratificate. Inoltre, tali regole proibiscono alle autorità di vietare automaticamente l'ingresso in una nazione ai migranti senza prima effettuare alcuna valutazione. 

Meno migranti, ma gli abusi continuano

Triggs ha anche osservato che la significativa diminuzione degli arrivi di persone negli ultimi anni, il 33% in meno rispetto al 2018, dimostra che l'immigrazione è un tema continuamente politicizzato. "Con così pochi arrivi in Europa, questa dovrebbe essere una situazione gestibile", ha evidenziato. Infine, l'Unhcr ha riconosciuto che alcuni Paesi sono sotto pressione più di altri, ma ha esortato l'Ue a sostenere le leggi sui diritti umani e ad essere all'altezza del loro "obbligo morale" di accettare i richiedenti asilo.

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