Le Pen sogna svolta moderata e cambia nome al partito (come la Lega). Ma è quello dei collaborazionisti del nazismo

Da Front a Rassemblement national. Ma è quasi uguale all'organizzazione del francese Marcel Déat che mirava “a proteggere la razza” e a collaborare con la Germania di Hitler. Non certo un buon biglietto da visita per una forza che, sull'esempio di Salvini, vuole diventare di governo

EPA/THIBAULT VANDERMERSCH

La strada che intende seguire è quella tracciata dalla Lega di Matteo Salvini, che ha rinunciato alla storica connotazione nordista per puntare a diventare forza di governo. E cosi', anche Marine Le Pen, incassata domenica la fiducia del congresso, ha proposto non solo una linea politica più “moderata”, ma ha anche deciso di cambiare nome al suo Front national, trasformando in Rassemblement national. Peccato pero' che in Francia un partito con questo nome è già esistito: era quello di Marcel Déat, nel suo simbolo riportava una svastica rivista e come obiettivo si prefiggeva quello di “difendere la razza” e di collaborare con la Germania di Adolf Hitler.

Nel nome del padre (cacciato)

Insomma, non proprio una scelta azzeccata quella di Le Pen. Ma i paradossi non finiscono qui. Già, perché già qualcun altro si era riappropriato del nome del partito dei collaborazionisti: era stato tale Jean-Louis Tixier-Vignancour, candidato alle presidenziali nel 1965. E il suo portavoce era niente poco di meno che Jean-Marie Le Pen, il padre di Marine. Lo stesso che la figlia, con il congresso di domenica, è riuscita a cacciare definitivamente dal partito. Altra mossa volta a cancellare il passato estremista e xenofobo dell'ormai ex Front national. 

Militanti al voto

C'è poi da chiarire se il “marchio” Rassemblement national sia utilizzabile, perché a quanto pare i diritti erano stati depositati da un altro movimento di estrema destra. A ogni modo, il congresso non è sembrato entusiasta del nuovo nome, visto che a votarlo è stata una risicata maggioranza (52%). Adesso la parola passa agli iscritti, che voteranno per posta, entro 6 settimane, per dire sì o no alla proposta di Marine.

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Il calo di consensi

Con o senza il nuovo nome, Le Pen dovrà lavorare duramente per riconquistare i consensi persi negli ultimi mesi. I sondaggi danno il partito in netto calo e dietro la leader scalpitano Florian Philippot, il braccio destro che l'ha lasciata, e soprattutto Marion Marechal-Le Pen, la giovane nipote che ha preferito allontanarsi temporaneamente dalla politica. Ma che, nel nome del nonno Jean-Marie, potrebbe riportare l'asticella del partito verso quell'estrema destra che Marine, a fatica, vorrebbe abbandonare. Magari per diventare la “Salvini” di Francia. 

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