L'Ue non è capace di combattere le frodi al suo bilancio

Lo afferma la Corte dei Conti europea che chiede una riforma degli organismi preposti alle indagini in quanto l'attuale sistema “presenta debolezze intrinseche”

L'Unione europea non è capace di proteggere a pieno il suo bilancio e deve riformare la sua politica anti-frodi. Ad affermarlo è la Corte dei Conti Ue che ha presentato una relazione in cui si chiede di 'riconsiderare il ruolo e le responsabilità del proprio Ufficio per la lotta antifrode, in quanto l'attuale sistema d'indagine sulle frodi presenta debolezze intrinseche'. Secondo la Corte la Commissione 'non dispone di informazioni esaustive sull'entità, sulla natura e sulle cause delle frodi e ciò ostacola l'efficace prevenzione delle frodi a danno del bilancio'.

Nel suo rapporto la Corte dei Conti Ue indica che 'la Commissione non dispone di dati completi e comparabili sul livello di frodi rilevate nella spesa della Ue'. Per di più, la Commissione 'non ha effettuato finora alcuna stima delle frodi non individuate, né ha analizzato nel dettaglio cosa spinga gli attori economici a commettere attività fraudolente'. Secondo la Corte, questa mancanza di conoscenze riduce il valore pratico e l'efficacia dei piani della Commissione volti a tutelare dalle frodi gli interessi finanziari europei. La Corte conclude che il sistema attuale, in base al quale l'indagine amministrativa condotta dall'Olaf su una presunta frode è seguita da un'indagine penale a livello nazionale, richiede tempo e rende meno probabile l'imputazione.

In media, 17 casi l'anno in cui l'Olaf aveva formulato raccomandazioni hanno condotto all'imputazione dei sospetti autori delle frodi: si tratta di meno della metà di tutti i casi di questo tipo. Inoltre, la Corte sottolinea che le relazioni finali dell'Olaf non forniscono in alcuni casi sufficienti informazioni per avviare il recupero dei fondi Ue indebitamente erogati. Tra il 2012 e il 2016, solo il 15 % circa dell'importo totale oggetto di raccomandazioni dell'Olaf è stato effettivamente recuperato, il resto è andato perso.

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