Frode all'Ue, il Parlamento “pignora” metà stipendio a Farage

Il leader dell'Ukip deve rimborsare alle casse di Bruxelles 40mila euro: avrebbe usato fondi pubblici destinati agli assistenti degli eurodeputati per pagare un collaboratore. Che pero' non avrebbe mai svolto attività legate al mandato parlamentare

EPA/FILIP SINGER

Da anni denuncia gli sprechi dell'Unione europea e in particolare di quel Parlamento di cui fa parte da quasi un ventennio. E anche grazie a queste sue battaglie, il Regno Unito ha votato a favore della Brexit. Ora, pero', il leader dell'Ukip Nigel Farage si trova a rispondere all'accusa di frode ai danni proprio delle casse pubbliche dell'Ue. Il Parlamento europeo, infatti, lo ha condannato a rimborsare 40mila euro di fondi gestiti in modo irregolare. E dato che Farage non sembra intenzionato a pagare, almeno per il momento, i servizi dell'Eurocamera hanno pensato bene di sequestrargli metà dello stipendio da deputato.

Il “finto” assistente parlamentare

La notizia è stata confermata da fonti dello stesso Parlamento. La decisione segue una lunga procedura con richieste di chiarimento rivolte a Farage, che però non hanno dato esito soddisfacente. Secondo il Parlamento europeo, Farage, che è presidente del gruppo Efdd di cui fa parte anche il Movimento 5 Stelle, avrebbe assunto come assistente locale e pagato con i fondi dello stesso Europarlamento un collaboratore che in realtà non ha svolto alcuna attività legate al mandato parlamentare dell'ex leader dell'Ukip. 

“Non c'è alcuna prova che questo assistente abbia lavorato per le attività di Farage come deputato europeo”, ha detto una fonte dell'Europarlamento all'Agi. "E' una sorta di blocco conservativo di una parte del salario, perchè c'è un debito non rimborsato", spiega una seconda fonte. L'ammontare del debito reclamato da Bruxelles è di 40mila euro, quanto versato al suo collaboratore. 

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Il precedente di Marine Le Pen

Un provvedimento simile era stato preso dall'Europarlamento nei confronti di alcuni deputati del Front National in Francia, dopo uno scandalo che aveva coinvolto anche la sua leader Marine Le Pen in piena campagna per le presidenziali dello scorso anno. 

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