Franco Cfa, Kyenge: "Da M5s solo propaganda". L'esperto: "Io travisato"

Il professore citato dal Movimento: “Non c'è nessun rapporto diretto con l'immigrazione”

Puntare il dito contro il Franco Cfa, che sarebbe tra le cause del fenomeno migratorio è “l'ennesimo tentativo di becera semplificazione di fenomeni ben più complessi”, una semplificazione “che si scontra con la prova dei fatti” e che serve solo ad “alimentare la propaganda sovranista”. Si è detta “interdetta”, di quello che definisce “squallido show televisivo”, riferendosi all'intervista da Fabio Fazio di Alessandro Di Battista del Movimento 5 Stelle, nonché dell'intervista alla leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni a L'Aria che tira su La7.

"No ai semplicismi televisivi"

“La questione del Franco CFA merita una lettura più sobria e più approfondita di quella proposta dal M5S e da Fratelli d'Italia: è un argomento che richiede studio, competenza, e che non si può certo ridurre a semplicismi televisivi”, afferma l'urodeputata del Pd, di origini congolesi, in un intervento sull'Huffington Post. Kyenge, cghe parla di “denuncia sterile”, chiede anche di “stracciare il velo di ipocrisia dietro al quale molti si nascondono” e ricordare che in Africa a partecipare all'economia estrattiva “e al conseguente saccheggio economico dell'Africa sono società italiane, francesi, tedesche, cinesi, europee, internazionali”, e non certo solo i francesi insomma. Si tratta di una questione che, continua, “riguarda ognuno di noi: il gas che utilizziamo per cucinare, la benzina che fa funzionare le nostre macchine, l'elettricità che abbiamo in casa e persino lo smartphone che abbiamo in tasca sono frutti dei derivati diretti dell'attività estrattiva in Africa”.

Poche partenze dagli Stati che lo usano

Inoltre, sottolinea, il Franco Cfa è utilizzato solo da alcuni Stati africani che non sono nemmeno i princpali paesi di partenza dei migrati che arrivano in Italia. Molte richieste di asilo “arrivano da persone originarie della Nigeria, della Repubblica Democratica del Congo, della Somalia, eppure nessuno di questi tre stati utilizza il Franco Cfa. Su 55 paesi africani, il Franco Cfa è utilizzato solo in 14 di essi: questo significa che esistono ben 41 stati che utilizzano monete proprie e che non per questo vivono condizioni politico-socio-economiche migliori. Tutto il Maghreb che non utilizza il Cfa è luogo di provenienza di numerosi immigrati in Italia”.

Le precisazioni del professore

E a criticare le accuse dei 5 Stelle contro la Francia c'è lo stesso economista citato dal Movimento di Luigi di Maio e definito un guru dai pentastellati. "Non c'è nessun vantaggio strettamente economico della Francia a gestire il franco Cfa. Anzi, ci sono un po' di costi. E non c'è un rapporto diretto con l'immigrazione”, ha dichiarato in un'intervista a La Repubblica Massimo Amato, docente di "Storia, istituzioni e crisi del sistema finanziario globale" all'Università Bocconi di Milano. Il professore sostiene che certo, “il problema del Cfa per quei Paesi esiste”, ma precisando che a suo avviso “affermare che gli immigrati muoiono perché la Francia è cattiva è come minimo un cortocircuito, se c'è la buona fede. Sennò è anche peggio”. Per quanto critico verso questa moneta Amato afferma che ha costi e benefici. “Perché è vero che è un sistema che preserva dall'inflazione, fa arrivare capitali e protegge dall'instabilità. Ma è anche vero che così facilita i ricchi, chi può permettersi di aprire conti all'estero e comprare case a Parigi, e gli investitori stranieri come la Cina. Non certo un povero africano che vuole metter su una sua attività. Ci sono dei benefici e dei costi, e in economia si deve fare un bilanciamento”.

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