rotate-mobile
Lunedì, 27 Giugno 2022
Caro bollette / Francia

L’Eni francese ricompensata con 2 miliardi per aver tenuto basse le bollette

Ma Parigi nega, e sostiene che l’aumento di capitale serve a contrastare il calo della produzione elettrica

Parigi ha approvato un aiuto di Stato del valore di 2,1 miliardi di euro per il gigante energetico Edf (acronimo di Électricité de France), in quella che viene da molti ritenuta una "ricompensa" per aver tenuto i prezzi calmierati come richiesto dal governo. Che si sia trattato di un premio è stato negato da fonti ministeriali, che hanno invece sostenuto che l’aiuto monstre servirà ad affrontare le difficoltà finanziarie in cui è piombato il settore in questi ultimi mesi, ma anche per sostenere il costo della costruzione di nuovi reattori nucleari sul territorio nazionale.

“Questa decisione di aumento di capitale dovrebbe aprire una nuova pagina nella storia di Edf”, ha dichiarato Bruno Le Maire, ministro dell’Economia francese. “L’obiettivo è permettere a Edf di risanare i propri conti, investire nel futuro e realizzare i progetti d’investimento annunciati dal presidente della Repubblica” potendo contare su condizioni finanziarie adeguate.

Il riferimento è all’annuncio, giunto la scorsa settimana dal presidente francese Emmanuel Macron, della costruzione di sei nuovi reattori nucleari generazione Epr2 e dell’avvio di uno studio di fattibilità per altri otto. Il progetto svelato dall’Eliseo, che intende dare nuova linfa alla “grande avventura del nucleare civile in Francia”, vale 46 miliardi sulla carta (anche se i costi di questi progetti lievitano spesso col tempo), cui si aggiungono ora i 2 miliardi promessi da Le Maire ad Edf, che è controllata dallo Stato per quasi l’84%.

Come sottolinea il quotidiano Politico, il colosso energetico francese si trova in dissesto finanziario, anche a causa di una serie di problemi proprio con i reattori Epr, che in diversi impianti in Europa hanno avuto ritardi anche decennali e costi fino a sette volte superiori ai preventivi. Ma, assicura l’azienda, gli Epr di seconda generazione sono più semplici da costruire e non andranno incontro alle lungaggini che hanno caratterizzato i loro predecessori.

Ma le difficoltà economiche di Edf sono da attribuirsi, secondo Le Maire, al calo della produzione elettrica. Nel 2022, le entrate previste per la società saranno di almeno 11 miliardi più basse delle aspettative. Un’ulteriore flessione di 8 miliardi dovrebbe poi arrivare dal costo sostenuto da Edf per limitare i prezzi dell’energia, in osservanza delle indicazioni date dal governo francese nella lotta al caro bollette, ma il ministro transalpino ha smentito questa ricostruzione.

In ogni caso, l’azienda ha recentemente acquistato il business delle turbine nucleari a vapore di General electric, il colosso americano che aveva comprato nel 2014 l’impianto nucleare di Belfort, recentemente tornato alla francese Alstom (e da dove Macron ha annunciato i nuovi progetti atomici).

In Evidenza

Potrebbe interessarti

L’Eni francese ricompensata con 2 miliardi per aver tenuto basse le bollette

Today è in caricamento