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Giovedì, 29 Febbraio 2024
Dopo l'omicidio di Nanterre / Francia

Francia ancora sotto shock. Rinuncia (in parte) alla Festa nazionale

Dopo le violenze esplose delle scorse settimane, tanti sindaci temono altre devastazioni e saccheggi per il 14 luglio. Nelle piazze il governo invia 130mila tra agenti di polizia, gendarmi e vigili

La Francia fa fatica a riprendersi dopo le intense nottate di proteste e violenze che hanno devastato numerose città nei giorni scorsi. Gli strascichi dell'omicidio di Nahel M., ucciso da un poliziotto per sfuggire ad un controllo, promettono di essere lunghi e di difficile digestione. Diversi sindaci hanno deciso di rinunciare ai festeggiamenti del 14 luglio, data simbolo per l'Esagono, coronata di solito da balli, ritrovi nelle piazze e fuochi d'artificio. Da un lato le città, soprattutto i piccoli centri, fanno fatica a riprendersi e stanno ancora gestendo le riparazioni necessarie dopo le devastazioni. Dall'altra temono che la festa nazionale si trasformi in una nuova occasione di devastazioni e saccheggi. Le paure dei francesi e dei loro sindaci non diminuiscono neppure di fronte alla scelta del governo, che ha promesso di mettere in capo un "dispositivo eccezionale" che prevede "130mila tra agenti di polizia, gendarmi e vigili del fuoco" come annunciato nei giorni scorsi.

Scelta difficile

Il quotidiano francese Le Monde parla di "prudenza e rammarico" nella scelta espressa da numerosi sindaci di rinunciare agli eventi previsti per la festa nazionale. I timori prevalgono sul desiderio di riunirsi e godere di un venerdì 14 luglio in spensieratezza. Il sindaco settantenne di Montargis, Benoît Digeon, ha dichiarato: "Siamo ancora in procinto di rialzare la città", infastidito dai numerosi danni subiti dalla sua cittadina a seguito dei violenti scontri seguito all'omicidio di Nanterre.

Nel piccolo comune di Montargis, che conta 15mila abitanti, nella notte tra il 29 e il 30 giugno ottanta negozi sono stati danneggiati e quindici saccheggiati. Altri due edifici, uno dei quali ospitava una farmacia, sono stati dati alle fiamme. Annullati i fuochi d'artificio e i balli previsti per la sera del 13 luglio. Il primo cittadino ha attaccato anche il governo. "Lo Stato ci sta abbandonando", ha dichiarato alla stampa. Oltre alla prudenza, Digeon vuole dare anche un po' di respiro agli ufficiali comunali e ai vigili del fuoco, "già esausti" dopo gli eventi di fine giugno. Quello di Montargis non è un caso isolato. Anche altri comuni ancora alle prese con le conseguenze dei disordini hanno scelto di rinunciare ai festeggiamenti.

Fuochi d'artificio banditi

La polizia ha fatto sapere al canale televisivo FranceInfo, tramite le parole del sindacato SGP Police-Force Ouvrière Unit, che si attende "una recrudescenza della violenza urbana" nel fine settimana del 14 luglio. Anche Elisabeth Borne, che ricopre il ruolo di primo ministro, ha ammesso di aver rilevato preoccupazione in vista della festa nazionale dopo il suo incontro con i funzionari eletti. Il capo del governo ha promesso che per l'occasione saranno dispiegati "massicci" mezzi di sicurezza. Fino al 15 luglio compreso, in base ad un nuovo decreto, risulta inoltre vietata ai privati ​​la "vendita" , il "porto" e il "trasporto" di mortai pirotecnici. Uno degli strumenti più apprezzati dai partecipanti alle rivolte. Il divieto non si applica invece ai professionisti del settore o ai funzionari dei comuni che organizzano fuochi d'artificio per la festa nazionale.

Mancano i fondi

Sul punto è intervenuto anche Gérald Darmanin. Il ministro dell'Interno ha comunicato che per prevenire incidenti è previsto il dispiegamento di un "dispositivo eccezionale" di "130mila agenti di polizia, gendarmi e vigili del fuoco". Per la precisione, poliziotti e gendarmi saranno 45mila. Ciò nonostante, numerose città restano convinte della scelta di rinunciare ai festeggiamenti temendo che nuovamente giovani incappucciati possano aggirarsi per i comuni e seminare il panico, danneggiando auto, negozi e abitazioni private. O appiccando incendi, in particolare ai mezzi pubblici. Si tratta anche di una questione monetaria. I sindaci si trovano ad un bivio se spendere per riparare o per festeggiare. "Uno spettacolo pirotecnico costa il prezzo di un pullman", ha dichiarato Bruno Beschizza, sindaco di Aulnay-sous-Bois, che si è lamentato per le indicazioni ambigue fornite dal governo. "Gli eletti affrontano ingiunzioni contraddittorie: da un lato per riaffermare i simboli della Repubblica in questa festa nazionale, e dall'altro per garantire la sicurezza degli abitanti", ha spiegato a Le Monde il primo cittadino.

Punizioni

C'è poi chi chiede a gran voce, come riporta il quotidiano Le Figaro, di far pagare i danni alle famiglie dei rivoltosi. "Pagheranno loro, dovranno pagare le famiglie", ha scritto su Facebook Thierry Megnen, ex sindaco del comune di Blanc-Mesnil e presidente della maggioranza municipale. L'uomo ha affermato che dovranno essere assunti "i costi di restauro di un certo numero di edifici", che ammonterebbero a 300mila euro solo per la riabilitazione di un "dojo per le arti marziali", che i giovani hanno provato a distruggere. "Non voglio che [questi costi] siano a carico della popolazione", ha scritto Megnen, aggiungendo: "Questi ragazzi che non hanno cervello, pagheranno, dovranno pagare le famiglie".

Tra le "punizioni" previste dal comune anche quella di non elargire alle famiglie dei partecipanti alle proteste "3000 biglietti di accesso alle basi ricreative" forniti agli abitanti dalla regione dell'Île-de-France. Inoltre è stata cancellata "Beach Mesnil", una spiaggia temporanea aperta durante l'estate nel parco comunale. A rimetterci però saranno le oltre 2.500 persone al giorno, che nei mesi di luglio e agosto di solito affollavano questo evento. Una restrizione che penalizza quindi l'intera popolazione e non solo i rivoltosi o le loro famiglie.

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