rotate-mobile
Martedì, 29 Novembre 2022
Il patto / Francia

La Francia riceverà 72 milioni di euro dal Regno Unito per fermare i barconi dei migranti

Accordo tra Parigi e Londra: previsti anche centri d'accoglienza nel Sud del Paese transalpino per 'bloccare' la rotta dall'Italia

Dopo aver stracciato l'accordo per l'accoglienza di 3mila richiedenti asilo dall'Italia e serrato il confine di Ventimiglia in seguito allo scontro diplomatico sull'Ocean viking, la Francia chiude un'intesa con il Regno Unito in senso opposto: Parigi riceverà 72,2 milioni di euro per bloccare la partenze di migranti dalle sue coste verso quelle inglesi. 

Accusato da tempo da Londra di non fare abbastanza contro i trafficanti di esseri umani che operano lungo la rotta della Manica, diventata sempre più trafficata dopo la Brexit, il governo del presidente francese Emmanuel Macron sembra aver inaugurato una stagione di cooperazione con il nuovo esecutivo britannico di Rushi Sunak. Il ministro degli interni transalpino, Gérald Darmanin, il primo a lanciare la polemica contro l'Italia sul caso Ocean viking, ha firmato un documento congiunto con l'omologa britannica Suella Braverman che dovrebbe portare a un aumento del 40% delle forze di sicurezza francesi dispiegate sulle spiagge del Nord Est del Paese, da dove partono sempre più barconi. Insieme all'aumento del personale, sono previsti il dispiegamento di droni e di osservatori congiunti sulle due sponde della Manica.

Secondo gli ultimi dati del ministero della Difesa britannico, quest'anno sono stati oltre 40mila i migranti sbarcati sulle coste inglesi. L'aumento degli arrivi ha messo pressione su Londra, ed era diventato un punto dolente per la comunicazione dell'ex premier Boris Johnson: una delle principali promesse della Brexit, di cui Johnson è stato uno dei massimi artefici, era di liberare il Regno Unito dal problema dei clandestini causato, a detta dei brexiter, dalle politiche inefficaci dell'Unione europea. Ma da quanto Londra ha lasciato l'Ue, le cose sono andate in senso opposto.

I conservatori al potere nel Regno Unito hanno sempre accusato Parigi di essere responsabile dell'aumento delle partenze dei barconi, ma visti i rapporti non proprio cordiali tra Johnson e Macron, Londra ha dovuto cercare soluzioni alternative per far fronte allo smacco: per esempio, l'ex leader britannico stipulò un accordo con il Rwanda per il rimpatrio dei richiedenti asilo, una misura simile a quella cui starebbe lavorando anche il governo italiano in sede europea (non con il Rwanda, ma con altri Paesi terzi), ma il tentativo fu bloccato sul nascere dalla Corte europea dei diritti umani (che, ricordiamo, non c'entra con l'Ue). Con Sunak a Downing Street, Parigi sembra più disposta al dialogo.

Il ruolo dell'Italia

Un ruolo in questo potrebbe averlo giocato anche il recente scontro diplomatico con la premier italiana Giorgia Meloni: in questi giorni, infatti, diversi opinionisti francesi aveva fatto notare come l'atteggiamento di Macron di chiusura nei confronti dei migranti dall'Italia stonasse dinanzi al fallimento delle autorità transalpine nel prevenire le partenze dei barconi verso il Regno Unito. Da un lato, Parigi accusa poco velatamente il nostro Paese di fare poco per evitare gli attarversamenti di migranti al confine di Ventimiglia, dall'altro, è oggetto dello stesso tipo di critiche da Londra. 

Non a caso, l'accordo stipulato trai ministri Darmanin e Braverman prevede la creazione di centri d'accoglienza nel Sud della Francia per bloccare il corridoio che dal Mediterraneo (ossia anche e soprattutto dall'Italia) porta fino a Calais, e da qui, attraverso i barconi, nel Regno Unito. Il testo prevede l'impegno dei due Paesi a “offrire loro alternative sicure” .

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

La Francia riceverà 72 milioni di euro dal Regno Unito per fermare i barconi dei migranti

Today è in caricamento