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Giovedì, 29 Febbraio 2024
Caos sulle strade / Francia

Perché l'agricoltura "arrabbiata" paralizza la Francia

Autostrade invase dai trattori in tutto il Paese. Il mondo agricolo lamenta il taglio ai sussidi e una politica europea con standard ambientali troppo elevati rispetto ai costi da sostenere

Non si arrestano, anzi si espandono le proteste degli agricoltori in Francia, che stanno bloccando alcune delle arterie principali del Paese e questo mercoledì 24 gennaio sono arrivati fino a Bruxelles per far sentire le loro richieste. Criticano il governo transalpino del presidente Emmanuel Macron, come pure le istituzioni europee, ree di aver imposto standard ambientali troppo elevati e costosi, che ricadono sulle spalle del mondo rurale. Manifestazioni analoghe si svolgono da settimane anche in Germania, Romania e Polonia. Nonostante la chiamata da parte dei colleghi d'Oltralpe, restano per ora in silenzio gli agricoltori di Spagna e Italia.

Francia bloccata dai trattori

Hanno bloccato in tarda mattinata la principale via d'accesso al porto di Calais per i camion che trasportano merci in partenza per il Regno Unito. I manifestanti del settore rurale, secondo quanto riporta l'agenzia France Presse, impediscono l'accesso alla circonvallazione del porto "a tutte le merci ma lasciano passare i veicoli turistici". È solo l'ultimo dei blocchi dei trattori in Francia, dove le proteste iniziate la scorsa settimana in Occitania, nell'area sud-ovest del Paese, si sono ormai allargate a numerosi territori dell'Esagono. Da stamattina nella Charente-Maritime centinaia di trattori occupano l'autostrada A10; sul versante dell'Alta Garonna, una decina di trattori e una cinquantina di agricoltori bloccano da martedì 23 gennaio una parte dell'autostrada; sono invece 250 i trattori che occupan la tangenziale di Bordeaux, punto nevralgico tra Parigi e la Spagna; 70 trattori hanno invaso nel sud-est della Francia l'Autoroute du Soleil.

Tagli ai sussidi per il carburante che inquina

In tanti lamentano "pratiche burocratiche insostenibili" e i tagli ai sussidi, irritati soprattutto dalla mossa del governo di aumentare le tasse sul diesel agricolo. Reputato un carburante molto inquinante, gli agricoltori lo utilizzano beneficiando di agevolazioni fiscali. Altro punto dolente riguarda il rapporto con le industrie di trasformazione e distribuzione. Approvata nel 2018, una legge dovrebbe garantire che gli aumenti dei costi di produzione siano coperti dalla filiera agroalimentare attraverso negoziati commerciali. Una tutela rimasta lettera morta. "Vendo il mio latte a Savencia (un gruppo agroalimentare, ndr), anche se non so nemmeno quanto costerà il latte il 1° febbraio, perché non abbiamo raggiunto un accordo con loro a dicembre", ha dichiarato a France24 Yohann Barbe, un allevatore di bestiame del nord-est della Francia e membro della Federazione nazionale dei sindacati degli agricoltori (Fnsea). Un'altra norma imponeva che il 20% del cibo distribuito nelle mense fosse biologico entro il 2022, ma secondo il  quotidiano francese  Les Echos la soglia è ferma al 6% circa. 

Critiche al Green Deal

Sul banco degli imputati sono finite anche le istituzioni europee, che pretenderebbero standard ambientali troppo elevati. Per questo motivo una delegazione di agricoltori francesi si è radunata nella capitale europea davanti al Parlamento Ue per far sentire la propria voce. "Siamo qui perché il governo francese, per rispondere alle nostre richieste, ci dice che le decisioni arrivano da Bruxelles", ha affermato un manifestante ai giornalisti. Le critiche arrivano nonostante l'Unione abbia riservato al mondo rurale ben 53,7 miliardi di euro per il mandato 2023-2027, da spartire in tutto il territorio dei 27 Stamti membri. Secondo gli agricoltori la Politica Agricola Comune (Pac), un sistema di sussidi e programmi di incentivi, sarebbe disfunzionale e all'appello quest'anno mancherebbero numerosi pagamenti. Una situazione che sta creando problemi con le banche o con i fornitori.

Perse oltre 100mila aziende agricole

Le aziende agricole lamentano anche il rischio di perdere terreno rispetto alla concorrenza straniera, in particolare quella extra-Ue, su cui non graverebbero le limitazioni ambientali richieste dal Green Deal, il patto ambientale che chiedeva meno pesticidi e fertilizzanti nei suoli ormai massacrati da prodotti chimici. Mentre i blocchi e le barricate continuano, il governo guidato dal neo primo ministro Gabriel Attal assicura di aver "ascoltato la chiamata"  degli agricoltori. L'esecutivo è "determinato a tutelare il modello agricolo francese, affinché gli agricoltori possano vivere dignitosamente del loro lavoro", ha aggiunto una portavoce al termine del consiglio dei ministri. Secondo un recente sondaggio, tra il 2010 e il 2020 la Francia ha perso il 20% delle sue aziende agricole, circa 101mila unità. Una situazione che necessità riforme più rapide e concordate.  

Il silenzio degli agricoltori italiani


La Francia non è la sola a vedere le strade occupate dai trattori. Dalle scorse settimane Berlino, Varsavia e Bucarest sono alle prese con proteste analoghe. All'appello però mancano gli agricoltori di alcuni dei principali Paesi agricoli europei. Secondo una sindacalista francese Spagna e Italia potrebbero unirsi al movimento. "La Spagna, che sta per manifestare, e l’Italia, a seguito delle enormi inondazioni e dell’insufficiente sostegno da parte del governo, sono anch’esse esangui e condurranno azioni nei loro Paesi per dire al governo 'sosteneteci' ", ha dichiarato a Bfmtv Christiane Lambert, presidente del Comitato delle organizzazioni professionali agricole dell'Unione europea ed ex presidente della Fnsea. In realtà sino ad ora le principali organizzazioni agricole italiane sono rimaste in silenzio, con la Coldiretti che si è limitata ad inviare le condoglianze ad Arnaud Rousseau, il presidente della Federazione agricola francese colpita dal lutto per la morte di madre e figlia di una famiglia di agricoltori investite da un'auto pirata durante una manifestazione.
 

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