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Mercoledì, 29 Maggio 2024
la stretta / Francia

Perché i siti porno sono finiti sotto attacco in Europa

Dalla Francia alla Germania, passando per Bruxelles: i nodi dell'accesso dei minori, degli abusi sessuali e del revenge porn

Dalla Francia alla Germania sono in arrivo controlli sempre più stretti per i siti porno. A Parigi c'è una bozza di testo che consentirebbe all'autorità di regolamentazione di bloccare direttamente i siti senza dover passare per un processo in tribunale; Berlino vuole migliorare il controllo dell'età degli utenti prima di accedere a contenuti pornografici. Intanto l'Ue tenta un'offensiva contro gli abusi delle "giganti del web".

In Francia

Secondo un rapporto di NextInpact (sito di attualità francese) che è stato confermato anche da Politico, il governo di Parigi vorrebbe attribuire al suo regolatore dei media nuovi poteri per bloccare i siti web per adulti che non soddisfano i requisiti di verifica dell'età.

In base alla legislazione vigente, l'autorità di regolamentazione deve sottoporre i casi di siti web che non verificano l'età degli utenti a un giudice, che decide se la piattaforma debba essere bloccata o meno. Le nuove norme prevedono invece che l'Arcom (l'autorità di regolamentazione delle comunicazioni audiovisive e digitali) non avrà più bisogno di tale approvazione, ma potrà direttamente ordinare la cancellazione dei siti non conformi. L'autorità avrebbe inoltre il potere di imporre multe fino a 500mila dollari o pari al 6% del fatturato globale di un'azienda, secondo quanto riportato da NextInpact.

Già nel 2020, la Francia era stata uno dei primi Paesi a imporre ai siti web per adulti di bloccare l'accesso online ai minori, anche se la misura ha avuto un successo solo parziale. Le aziende pornografiche, tra cui Pornhub, hanno in diverse battute sostenuto che il testo non potesse essere tecnicamente attuato e che mettesse a rischio la privacy.

Il ministro del Digitale Jean-Nol Barrot e il ministro dell'Infanzia Charlotte Caubel hanno di recente affermato che il governo farà tutto il possibile per garantire che i minori non possano accedere ai contenuti pornografici. "La protezione dei bambini online è una priorità assoluta", ha twittato Barrot, che dovrebbe presentare la proposta ai ministri francesi il 3 maggio.

Il caso tedesco

Nel tentativo di proteggere i giovani, il tribunale tedesco vuole obbligare i siti porno a controllare l'età dei suoi utenti. Quella tra il governo di Berlino e i portali di Pornhub, YouPorn e Mydirtyhobby è una disputa che si trascina in realtà da tempo, con gli ultimi che sostengono di non dover sottostare alle leggi del sistema tedesco di protezione dei minori. Il Tribunale amministrativo di Düsseldorf ha confermato la posizione delle autorità di vigilanza tedesche in varie decisioni: l'unico modo per evitare il blocco da parte dei provider tedeschi è che i portali consentano l'accesso solo ai maggiorenni, spiega Spiegel.

Dall'altra parte, i siti vogliono invece rendere l'accesso ai loro servizi il più semplice possibile. Ne è un esempio il "controllo dell'età" della versione di PornHub in lingua tedesca che prevede una conferma della maggiore età dell'utente attraverso un semplice click, senza che vi sia una reale verifica. Davanti al tribunale amministrativo di Düsseldorf, gli avvocati dei portali porno, che appartengono tutti al gruppo Mindgeek, hanno sostenuto che l'Autorità per i media della Renania Settentrionale-Vestfalia non può imporre le leggi tedesche alle società che hanno sede all'estero. A questo hanno aggiunto che sistemi di protezione più rigidi serviranno solo a spingere gli utenti verso altri portali che hanno standard ancora più bassi.

Da parte sua, il tribunale si è poi difeso sostenendo la legittimità nell'applicazione della legge tedesca perché "i bambini e gli adolescenti sono minacciati da gravi pericoli attraverso il libero accesso a siti Internet pornografici". Nei sondaggi, infatti, circa la metà dei minorenni ha dichiarato di aver consultato materiale pornografico liberamente disponibile online. La mancanza di una giurisprudenza adeguata ha quindi spinto il Tribunale a prendere dei provvedimenti, emettendo una sentenza che obbliga i portali porno a controllare l'età dei minori.

In passato, l'Autorità statale per i media aveva già ordinato ai provider tedeschi di bloccare l'accesso dei loro clienti al portale xHamster, ma con scarsi risultati. Gli operatori avevano infatti aggirato il blocco riproducendo i loro contenuti per gli utenti tedeschi sotto un altro dominio.

L'offensiva europea 

In questa stretta sui controlli si inserisce anche lo sforzo dell'Unione europea contro i sempre più diffusi abusi dei "giganti del web", tra i quali potrebbero finire anche i principali siti porno. Martedì la Commissione ha presentato un elenco di 19 "piattaforme e motori di ricerca di grandi dimensioni" che saranno soggette a controlli più severi e dovranno conformarsi entro quattro mesi agli obblighi rafforzati previsti dalla nuova normativa sui servizi digitali (Dsa). 

Il Dsa ha tra gli obiettivi quello di permettere alle autorità di far sparire dalla rete le immagini di abusi sessuali su minori, contenuti terroristici e violenti, dando agli utenti un maggiore controllo su ciò che apparirà loro online e proteggendoli da contenuti dannosi e illegali. Gli utilizzatori potranno segnalare i contenuti illegali e le piattaforme digitali avranno l’obbligo di rimuoverli il più rapidamente possibile, pena multe fino al 6% del fatturato. Altra novità riguarda il fatto che la condivisione non consensuale, il revenge porn, sarà soggetta a rimozione immediata. 

Nella lista, per il momento, compaiono, tra gli altri, i famosi AliExpress, Amazon, ma anche l'App Store di Apple, il motore di ricerca Bing e il sito di prenotazioni Booking. Le aziende inserite nella "lista nera" sono quelle che contano più di 45 milioni di utenti. "Altre quattro o cinque piattaforme" potrebbero unirsi a loro "nelle prossime settimane", ha avvertito il commissario per il mercato interno Thierry Breton. E tra questi c'è anche PornHub. 

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