Sabato, 16 Ottobre 2021
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Francia, Germania e Spagna costruiranno i loro jet militari. Italia ‘fedele’ agli F-35 americani

I tre Paesi Ue uniscono le forze per garantire "la sovranità europea del ventunesimo secolo". Sul piatto 100 miliardi di euro che porteranno sui cieli i caccia di nuova generazione entro il 2027. Nessuna azienda italiana coinvolta nel progetto

“Francia, Germania e Spagna stanno costruendo uno degli strumenti più importanti per la loro sovranità e per quella dell'Europa del ventunesimo secolo”. Le parole della ministra delle Forze armate francese, Florence Parly, segnano l’inizio della nuova fase di sviluppo congiunto di jet da combattimento. Si tratta del più grande progetto di difesa comune avviato a livello europeo, con un costo stimato di oltre 100 miliardi di euro. Risorse che i tre Paesi Ue investiranno in velivoli militari di ultima generazione, inclusi arei senza pilota e caccia bombardieri. L’Italia non fa parte del progetto, ormai legata al contratto con gli Usa per la costruzione degli F-35 sviluppati dalla statunitense Lockheed Martin. 

La difesa europea

Con l’intesa firmata ieri dai tre ministri della Difesa prende il via i programma Fcas (Future Combat Air System) e Ngws (Next Generation Weapon System), che mirano a sviluppare arei caccia di nuova generazione capaci di entrare in funzione al più tardi nel 2027. Il Governo di Parigi è stato il più forte sostenitore del progetto pensato apertamente per rafforzare l’autonomia europea in materia di difesa e affrontare la concorrenza tecnologia di Cina, Russia e Stati Uniti. “Integrando tecnologie all'avanguardia per fornire alle forze armate il livello di prestazioni atteso in materia di propulsione, manovrabilità, sensori radar, guerra elettronica, connettività, intelligenza artificiale e interoperabilità, i programmi Fcas e Ngws posizioneranno le industrie partecipanti come punta di diamante dell'innovazione nel settore della difesa”, si legge nel comunicato congiunto dei Governi di Berlino, Parigi e Madrid.

Rimpiazzare gli Eurofighter

La francese Dassault Aviation, e la spagnola Indra parteciperanno al programma militare nel quale anche Airbus avrà un ruolo chiave. I tre Paesi hanno infatti deciso di mettere in comune parte del loro bilancio per la difesa con l’obiettivo di lungo periodo di rimpiazzare entro il 2040 sia l’aereo francese Rafale che gli Eurofighter oggi usati dalle forze armate di Germania e Spagna. Secondo quanto riporta l’agenzia Reuters, il jet da combattimento europeo di nuova generazione “non avrà una scatola nera per aiutare a preservare il know-how commerciale”. Una chiara scelta strategica, oltre che industriale, per proteggere la ricerca e l’innovazione militate made in Europe. Dalla quale l’Italia resterà tagliata fuori.

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