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Sabato, 20 Aprile 2024
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In vista delle Olimpiadi la Francia vuole cacciare i senzatetto da Parigi

Moltissime persone, soprattutto migranti, vivono per strada nell'Ile-de-France, che ospiterà anche la Coppa del mondo di rugby. Sindaci sotto pressione nelle nuove zone di accoglienza

Arrivano i turisti dello sport, quindi bisogna cacciare i migranti da Parigi. Questo in sintesi il dispositivo che il governo francese intende mettere in atto in vista di due importanti appuntamenti sportivi: la Coppa del mondo di rugby, che avrà luogo questo autunno, e le Olimpiadi, che prenderanno il via nell'estate del 2024. A dover sparire dagli occhi sono in generale i senzatetto. Li si vorrebbe spingere lontano dalla capitale francese, anche al fine di liberare stanze destinate ad accogliere il pubblico di questi due grandi eventi.

Nuovi clienti

Lasciando la regione parigina dell'Ile-de-France, nei piani dell'Eliseo queste persone dovrebbero recarsi nelle province, visto che sta già diminuendo il numero di hotel disposti ad accoglierli. Come riporta il quotidiano Le Monde, molti albergatori non desiderano più avere nelle stanze questo pubblico precario, ospitato grazie a fondi statali. Le loro attese si riversano sui "veri" clienti, cioè coloro che arriveranno a Parigi per assistere agli eventi sportivi, che dovrebbero far atterrare milioni di persone sotto la Tour Eiffel. È quanto ha osservato il ministro dell'edilizia abitativa, Olivier Klein, all'inizio di maggio durante l'Assemblea nazionale. Gli alloggi per le emergenze hanno così perso quasi cinquemila stanze. Il governo francese, per ovviare a questa carenza, da marzo ha chiesto ai prefetti di creare "aree di accoglienza regionali temporanee" in tutte le regioni, ad eccezione di Hauts-de-France e Corsica, al fine di "sbloccare i centri di accoglienza" nell'Ile-de- Francia.

Camere di equilibrio

Le persone invitate a partire dovrebbero essere curate per tre settimane in queste “stanze di equilibrio” prima di essere "orientate", nella loro nuova regione, "verso il tipo di alloggio corrispondente alla loro situazione". Dietro questo equilibrismo linguistico si cela una ben più amara verità: niente poveri in città, specie quando non conviene. Il sistema colpisce principalmente i migranti. Gran parte di loro vive per strada o in alloggi di emergenza. All'Agence France-Presse, l'ufficio del ministro dell'edilizia abitativa ha dichiarato che queste persone non sono state prese di mira in modo specifico da queste decisioni, dato che vige il "principio dell'accoglienza incondizionata". In concreto però sono loro in primis che subiranno le conseguenze di queste scelte. Lontano da Parigi, il clima che si respira rispetto all'arrivo dei migranti è pesante. "Non siamo favorevoli all'installazione di una tale camera di equilibrio nel nostro comune, in queste condizioni che consideriamo indegne" , ha commentato Philippe Salmon, sindaco della città di Bruz, uno dei centri urbani indicati dal governo per ospitare un centro di accoglienza per senzatetto. Il municipio bretone di circa 18mila abitanti ha criticato la scelta del terreno, adiacente a una linea ferroviaria e "inquinato da idrocarburi e metalli pesanti". Il primo cittadino ha messo le mani avanti, convinto che i futuri occupanti del centro non verrebbero "per scelta" .

Sindaci sotto pressione

Questo del dislocamento periferico non è una novità. Il Paese guidato dal presidente Emmanuel Macron già dal 2021 ha messo in atto un sistema simile, con un focus specifico sui richiedenti asilo. Anche se un rapporto parlamentare ha rivendicato "l'utilità ed efficacia" del sistema, in realtà un quarto delle persone interessate ha rifiutato di lasciare l'Île-de-France. Oltralpe, non diversamente da quanto accade in Italia, i trasferimenti di migranti e richiedenti asilo sono "oggetto di strumentalizzazione politica avendo portato a minacce e violenze", come avvenuto nel caso delle recenti dimissioni del sindaco di Saint-Brévin-les-Pins.

La proposta di dislocare i senzatetto fuori dall'Ile-de-France non è stata bocciata in via di principio dalla Federazione degli attori della solidarietà. Il suo presidente, Pascal Brice, ha però sottolineato che "mancano posti di accoglienza urgenti" nelle regioni ospitanti, oltre a "una spinta politica da parte del ministero dell'Interno per un vero lavoro di sostegno". Secondo il rappresentante dell'associazione il governo non può limitarsi a "mettere persone sugli autobus" senza poi occuparsene. In tal caso "è dispersione, non accoglienza", ha sottolineato Brice. Ancora più critico Eric Constantin, capo della Fondazione Abbé Pierre, impegnata in Francia nella ricerca di alloggi dignitosi per persone in difficoltà. Troppo risicata, ritiene, la tempistica di appena tre settimane per trovare unità abitative a persone che vivono nella precarietà. "Sorpreso" della concordanza tra l'arrivo dei Giochi Olimpici e un programma che mira a inviare migranti nelle province, Constantin si è chiesto se il governo non abbia voluto fare in modo che "non ci siano più campi prima che milioni di persone arrivino in Francia" .

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