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Lunedì, 8 Agosto 2022
Secondo turno / Francia

Duro colpo per Macron che perde la maggioranza in Parlamento

Secondo i primi risultati non avrebbe i numeri per governare da solo. È boom della sinistra di Mélenchon e dell'estrema destra di Le Pen, i Repubblicani potrebbero diventare ago della bilancia

Duro colpo per Emmanuel Macron che ha subito una grave battuta d'arresto nel secondo turno delle elezioni parlamentari francesi, perdendo la maggioranza assoluta all'Assemblea Nazionale. Lo rivelano i primi Exit Poll diffusi alla chiusura delle urne, che mostrano un forte aumento dei consensi dell'estrema destra e della sinistra. Se questi risultati saranno confermati, il presidente francese, rieletto in aprile per un secondo mandato, avrà difficoltà ad attuare il suo programma di riforme nei prossimi cinque anni, non avendo in parlamento la maggioranza necessaria.

In un primo commento, il ministro dei Conti pubblici Gabriel Attal, amico intimo del presidente, ha ammesso che il risultato è "ben lontano da quello che speravamo". "Quella che si sta delineando è una situazione senza precedenti nella vita politica e parlamentare, che ci obbligherà a superare le nostre certezze, le nostre divisioni", ha dichiarato al canale TF1. "Ci confronteremo con tutti coloro che vogliono far progredire il Paese, la mano è tesa", ha dichiarato la portavoce del governo, Olivia Gregoire, definendo i risultati del secondo turno "deludenti". La portavoce ha dichiarato a France 2 che "ci sono moderati sui banchi del Parlamento, deputati di destra che saranno al nostro fianco", ha detto riferendosi alla destra classica dei Repubblicani che potrebbe eleggere circa sessanta deputati e potrebbe trovarsi in una posizione di arbitro nella futura Assemblea, anche se perde il suo status di primo gruppo di opposizione nell'Assemblea.

Secondo le prime proiezioni degli istituti di sondaggio, la coalizione Ensemble! del presidente, che è comunque in testa, otterrebbe tra i 200 e i 260 seggi, lontano dalla maggioranza assoluta di 289 deputati (su 577) all'Assemblea Nazionale. Da parte sua, l'alleanza di sinistra Nupes (Nuova unione popolare ecologica e sociale) guidata da Jean-Luc Mélenchon si collocherebbe tra i 150 e i 200 deputati, diventando il primo gruppo di opposizione nell'Assemblea. Per la sinistra unita, la prima dopo decenni, si tratta di una vittoria dal sapore amaro, poiché non riuscirebbe a imporre una coabitazione al presidente Macron come aveva dichiarato di voler fare Mélenchon, che puntava addirittura a diventare premier. "La sconfitta del partito del presidente Macron è totale e non c'è nessuna maggioranza", ha detto il leader di Nupes, assicurando: “Noi non rinunciamo all'ambizione di governare il Paese".

Secondo i primi exit poll il partito di estrema destra Rassemblement National (RN) di Marine Le Pen ha ottenuto tra i 60 e i 100 deputati, il che rappresenta un notevole passo avanti. "È un'onda blu navy ovunque nel Paese. La lezione di questa sera è che il popolo francese ha fatto di Emmanuel Macron un presidente di minoranza", ha dichiarato il presidente ad interim del partito, Jordan Bardella, parlando di "tsunami". La formazione di Le Pen addirittura moltiplica per quindici il suo numero di deputati e supera la soglia necessaria per formare un gruppo nella camera bassa del Parlamento, una novità da oltre 35 anni. "Abbiamo raggiunto i nostri obiettivi: fare di Emmanuel Macron un presidente di minoranza, senza controllo del potere", ha detto Le Pen, sottolineando che il Rassemblement ha eletto "il gruppo di deputati di gran lunga più numeroso nella storia della nostra famiglia politica".

La distribuzione precisa dei 577 seggi dell'Assemblea Nazionale non sarà nota fino a tarda notte. Il tasso di astensione dovrebbe attestarsi tra il 53,5% e il 54%, con un aumento di oltre un punto rispetto al primo turno (52,49%), secondo gli istituti di sondaggio. Tuttavia, non raggiungerà il record del secondo turno del 2017 (57,36%).

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