Mercoledì, 22 Settembre 2021
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"In Francia i dipendenti senza Green pass possono essere licenziati"

Lo ha detto la ministra del Lavoro Borne chiarendo i contenuti della nuova legge sul pass sanitario obbligatorio per alcune categorie

A protestor holds a placard reading "No Passaran" during a demonstration against the compulsory vaccination for certain workers and the mandatory use of the health pass called by the French government, in Marseille (Photo by CLEMENT MAHOUDEAU / AFP)

In Francia, un dipendente può essere licenziato se sprovvisto del Green pass laddove è obbligatorio. Lo ha chiarito la ministra del Lavoro, Elisabeth Borne, dopo le polemiche e le proteste che hanno accompagnato la misura varata dal governo di Parigi che ha reso obbligatorio il certificato Covid per i lavoratori di alcune categorie, dai ristoranti ai trasporti, passando per la sanità.

"Non dobbiamo far credere ai dipendenti che non si possa incorrere nel licenziamento", ha detto Borne. Il testo votato prevede l'obbligo di presentare un pass sanitario (ottenuto in seguito a un test covid negativo, a un certificato di vaccinazione o a un certificato di guarigione) nella maggior parte degli esercizi pubblici (bar, cinema, treni, aerei, ecc.), misura che riguarda anche le persone che lavorano in questi luoghi . La misura dovrebbe partire nei prossimi giorni per i clienti, mentre per i lavoratori la deadline è prevista per il 30 agosto. Fino ad allora, ci sarà tempo per adeguarsi. Poi, si rischia di perdere il lavoro.

La questione del licenziamento non era finora chiara. A confondere le acque, il voto del Senato, che aveva cancellato le sanzioni previste dal testo originale presentato dal governo. In sostanza, l'esecutivo proponeva come prima forma di sanzione per chi rifiuta di presentare o ottenere il Green pass la sospensione dal lavoro per due mesi, ma con retribuzione garantita. "Il Senato ha rimosso questa disposizione", ha spiegato Borne, che però ha chiarito che questa modifica comporterà una minore tutela per i dipendenti interessati. "Dobbiamo essere chiari, questo non significa che non ci sarà un licenziamento", significa semmai che  il licenziamento "può avvenire prima", ha detto la ministra. 

La misura è stata contestata dai sindacati, come quello dei ferrovieri, Sud Rail, che ha annunciato possibili scioperi. Ma non è piaciuta neanche alle imprese. I rappresentanti del settore dell'horeca si rifiutano "di sostenere il costo del licenziamento dei dipendenti che non saranno in possesso di un pass sanitario valido", ritenendo "inaccettabile" per esempio il fatto di dover versare il Tfr. Stessa contestazione del Medef, la più grande organizzazione francese dei datori di lavoro. 

A tal proposito, Borne ha chiarito che la legge prevede delle forme alternative al licenziamento, ma sempre nell'ottica di dare del tempo al lavoratore per adeguarsi all'obbligo del Green pass. Il dipendente, per esempio, può chiedere delle ferie o di essere spostato, laddove possibile, su mansioni che non richiedono il certificato obbligatorio (nel settore dei treni, il pass è obbligatorio solo per chi lavora a bordo delle carrozze). “Poi, sempre per evitare sanzioni disciplinari, abbiamo introdotto una procedura di sospensione del contratto di lavoro nel caso in cui il dipendente non sia ancora in grado di produrre un pass sanitario valido, quindi una sospensione dello stipendio. Questa sospensione può essere revocata non appena il dipendente produce un pass sanitario", ha concludo la ministra.

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