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Domenica, 26 Maggio 2024
La proposta / Francia

La Francia come la Sicilia degli anni '80: "Pentiti e confische per colpire i boss della droga"

Una commissione d'inchiesta parlamentare lancia l'allarme: "Il Paese sommerso da stupefacenti e omicidi, dobbiamo agire adesso". Il modello è la legislazione antimafia italiana

Pentiti e confische preventive. E poi l'istituzione di una procura nazionale e del reato di associazione criminale. Sono alcune delle misure proposte da un rapporto del Senato francese per promuovere il contrasto a quella che, oltralpe, è diventata una vera e propria emergenza nazionale: il narcotraffico. Misure che ricordano da vicino gli anni '80 in Italia e la battaglia contro Cosa nostra. Il modello, del resto, è proprio quello dell'antimafia italiana, come si legge nella sintesi del rapporto curato dalla commissione d'inchiesta "sull'impatto del traffico di droga in Francia e sulle misure da adottare per porvi rimedio". Un impatto "esploso nell’ultimo decennio", spiega il documento.

La Francia "sommersa"

Il rapporto parte da un j'accuse inesorabile alle politiche di contrasto di Parigi alla criminalità legata alla droga, "un fenomeno spesso ignorato per decenni da governi di ogni genere che, invece di attaccarne le radici, hanno preferito lottare contro la sua feccia", scrive il quotidiano transalpino Le Monde. Il risultato è che oggi la Francia "manca di mezzi, di lucidità e di coerenza", si legge nel rapporto del Senato, ed è finita per essere "sommersa" dalla droga. Nel 2022, la cocaina sequestrata ha superato le 27 tonnellate, cinque volte quella intercettata dalle forze dell'ordine dieci anni prima. E questa è solo la punta dell'iceberg di un mercato il cui fatturato sarebbe arrivato ad almeno 3,5 miliardi di euro all'anno.

"Nonostante l'instancabile impegno delle forze dell'ordine e dei tribunali - scrive sempre il rapporto - gli stupefacenti, anche i più 'pesanti', sono ormai disponibili sempre e ovunque, sia che vengano venduti in uno dei 3mila punti vendita sparsi nel nostro Paese, o che vengano ordinati e consegnati a casa da corrieri". Allo stesso tempo, "le reti del traffico di droga diventano sempre più violente": solo a Marsiglia, nei primi nove mesi del 2023, sono state uccise 44 persone nell'ambito di un regolamento di conti tra le cosche della droga. A livello nazionale, si calcola che almeno l'80% di omicidi e sparatorie sia legato al mondo degli stupefacenti. E l'espansione delle reti criminali non si è fermata solo alle grandi città, sommergendo città di medie dimensioni e comunità rurali.

Il modello italiano

Il rapporto della commissione d'inchiesta parla di un "punto di svolta", in senso negativo: il cancro del narcotraffico non è più solo un problema ristretto alla criminalità, ma sta producendo metastasi nello Stato e nel mondo degli affari, dei colletti bianchi. Proprio come Cosa nostra in Italia. Il rischio di corruzione degli agenti pubblici e privati è "altissimo", avvertono i senatori. Ecco perché "dobbiamo agire adesso per contenere il contagio". Come?

Il modello, come dicevamo, è proprio la legislazione antimafia italiana, a partire dalla proposta di istituire il reato di associazione criminale, che ricalca il reato di associazione mafiosa introdotto nel 1982 dopo l'omicidio del segretario del Pci siciliano Pio La Torre, che ne fu promotore insieme a Virginio Rognoni. Da almeno quindici anni, in Europa, si dibatte sull'utilità di estendere tale tipologia di reato a tutta l'Ue, ma l'idea, caldeggiata da associazioni, esperti e politici italiani, non è stata mai presa in considerazione a Bruxelles per la diffidenza di diversi governi. Parigi potrebbe essere il primo Paese Ue dopo l'Italia ad adottare questa fattispecie. 

Echi della legislazione antimafia italiana si ritrovano anche in altre proposte della commissione d'inchiesta francese: facilitare l’uso dei "pentiti", introdurre la confisca dei beni senza condanna penale, creare una procura nazionale antinarcotici come quella antimafia del nostro Paese. 

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