Domenica, 17 Ottobre 2021
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Scuole per imam e censura online per combattere il terrorismo: le proposte di Macron all'Ue

Il presidente francese vuole portare nell'Ue la sua lotta al 'separatismo' islamico. Lo fa con un testo, proposto assieme all'Austria, che mira a irrigidire i controlli sulla comunità religiosa e sui contenuti online

Dopo i recenti attacchi terroristici di matrice estremista islamica in Francia e Austria, i Governi dei Paesi colpiti stanno sostenendo proposte di modifica alle regole Ue sull’integrazione dei migranti e sulla libertà religiosa. È quanto risulta dalle prime indiscrezioni pubblicate dalla stampa europea su un testo - sostenuto da Parigi e Vienna - che i ministri degli Interni dei Paesi Ue discuteranno durante la riunione di venerdì e che chiederebbe maggiori sforzi ai migranti per imparare la lingua dello Stato d’accoglienza, ma anche di far integrare i propri figli nella società 'ospitante'. 

Formazione e controllo sul web

“Per combattere l'ideologia dell'odio, dobbiamo creare il prima possibile un Istituto europeo per formare gli imam in Europa”, ha twittato durante la sua visita a Vienna Charles Michel, presidente del Consiglio europeo, sulla stessa linea delle richieste avanzate da Parigi. “I messaggi online che glorificano il terrorismo devono essere rimossi rapidamente”, ha aggiunto l’ex premier belga, in quanto “non deve esserci impunità per i terroristi e per coloro che li lodano su Internet”. 

Paesi Ue divisi sulla lotta al 'separatismo' islamico

Michel sembra dunque voler sostenere la linea dura di Emmanuel Macron contro il cosiddetto islam ‘separatista’, ovvero quello che si pone radicalmente in contrasto con i principi costituzionali francesi e i valori europei. Una battaglia che ha già portato allo scontro tra l’Eliseo e il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, che accusa Macron di persecuzione religiosa ai danni dei musulmani. Ma il testo Ue sostenuto da Parigi nelle ultime ore avrebbe scontentato anche alcuni Paesi europei, contrari a uno scontro frontale con l’ormai numerosa comunità islamica. La dichiarazione ancora oggetto di negoziati prevede infatti anche finanziamenti da Bruxelles per l'educazione religiosa all'interno delle comunità musulmane, mentre le associazioni religiose che pubblicano "contenuti ostili all'integrazione" saranno "escluse dal ricevere" ogni sostegno pubblico, si legge negli stralci della risoluzione pubblicati dal Guardian. 

Giro di vite sulle intercettazioni

Tra le altre proposte anti-terrorismo, se ne legge una destinata certamente a creare polemiche tra le associazioni in difesa del diritto alla privacy e della libertà del web. Una delle idee avanzate è infatti quella di creare un accesso backdoor alle comunicazioni crittografate utilizzate nelle app di messaggistica. In altre parole, la linea dura sull’estremismo religioso potrebbe includere un sistema che permetterà alle autorità di accedere alle conversazioni personali. Tale possibilità, a dirla tutta, già esiste, ma prevede una serie di passaggi per le autorità investigative e giudiziarie per salvaguardare la sicurezza delle informazioni personali, soprattutto di chi non è coinvolto nelle indagini. 

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