Terrorismo, oltre 1.500 foreign fighter sono tornati in Europa

L'attentato di New York riporta al centro l'emergenza. Da Francia, Germania, Regno Unito e Belgio il maggior numero di combattenti stranieri partiti alla volta di Siria e Iraq. E che adesso stanno facendo il percorso verso casa

L'attentato di Manhattan, in cui un killer residente negli Stati Uniti ma proveniente dall'Uzbekistan, ha ucciso 8 persone e ne ha ferite una dozzina, ha riportato tragicamente all'attenzione mondiale il fenomeno dei foreign fighters. I 'combattenti stranieri' sono individui che si recano all'estero per partecipare in conflitti armati con milizie dell'islam integralista, o per ricevere addestramento e indottrinamento, prima di tornare nel loro Paese di residenza portando anche lì il conflitto sotto forma di atti terroristici. Non si tratta di un fenomeno esclusivamente recente, secondo le stime dal 1980 al 2010 sono state tra 10mila e 30mila le persone che dall'Occidente sono partite per partecipare a conflitti nel mondo musulmano. Però dalla cosiddetta Primavera araba, che è sfociata nella guerra civile siriana, i numeri son cresciuti notevolmente.

Il coordinatore Ue antiterrorismo, Gilles de Kerchove, ha spiegato che ci sono al momento 2.500 combattenti provenienti dall'Europa in gruppi come l'Isis. Fino a poco tempo fa erano 5mila ma 1.500 sarebbero tornati nel continente e un migliaio sarebbero morti. In generale, secondo il coordinatore antiterrorismo, gli individui radicalizzati in Europa sarebbero 50mila, non tutti necessariamente pericolosi, ma tra di loro sicuramente molti potenziali terroristi. Secondo le stime statunitensi tra Iraq e Siria ci sarebbero circa 13mila foreign fighters provenienti da diversi Paesi del mondo.

Anche se l'aumento del jihadismo non è limitato a Siria e Iraq, un altro grande focolaio di integralismo è ad esempio Boko Haram in Nigeria, è indiscutibile che il conflitto siriano abbia attirato più combattenti stranieri rispetto a qualsiasi altro. Secondo il gruppo Soufan (una società che si occupa di intelligence della sicurezza a New York), nel 2015 il numero complessivo di combattenti stranieri in Siria e in Iraq sarebbe stato addirittura tra i 27 e i 30 mila. Il numero di combattenti stranieri provenienti dall'Europa occidentale è più che raddoppiato a partire da giugno 2014, con la maggior parte di essi (quasi 3.700) che provengono da soli quattro Paesi: Francia, Regno Unito, Germania e Belgio.

La maggioranza dei combattenti stranieri europei si arruola in gruppi jihadisti, tra cui Isis e Jabhat al-Nusra, e poi porta il terrore nel continente. I responsabili dell'attacco del 2015 alla rivista francese Charlie Hebdo avevano ricevuto una formazione terroristica in Yemen e una parte di quelli che lo stesso anno hanno attaccato Parigi erano stati in Siria. Per questo lo scorso febbraio l'Unione europea ha approvato delle norme grazie alle quali tutti i cittadini dell'Ue e di Paesi terzi che entrano o escono dall'Ue saranno sistematicamente controllati allo scopo di rilevare potenziali pericoli.

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Il nuovo regolamento, che modifica il Codice frontiere Schengen, è stato presentato dalla Commissione europea nel dicembre 2015 e impone agli Stati membri di effettuare controlli sistematici su tutte le persone che attraversano le frontiere esterne dell'Unione europea tramite la consultazione di banche dati di documenti rubati o smarriti, del Sistema di informazione Schengen (SIS) e di altre banche dati europee. I controlli sono obbligatori a tutte le frontiere sterne dell’Ue, aeree, marittime e terrestri, sia in entrata sia in uscita.

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