Niente Iva e maxi-incentivi se compri l'auto elettrica, il piano post Covid dell'Ue

Bruxelles sarebbe pronta ad aiutare le macchine 'pulite' con i fondi per la ripresa. Parigi condivide la linea dell'esecutivo europeo, mentre Berlino rema contro per non favorire la concorrenza

Trasformare il disastro economico in un nuovo inizio per il business ‘green’. Il piano di Recovery Fund che la Commissione europea si prepara a rendere pubblico includerà - stando alle anticipazioni riportate su alcune testate internazionali - una serie di incentivi a favore del comparto automobilistico elettrico e della mobilità che fa a meno delle fonti energetiche ritenute più inquinanti. L’esecutivo europeo sarebbe pronto a destinare parte dei fondi Ue previsti nel quadro finanziario pluriennale - che Ursula von der Leyen presenterà mercoledì - per ridurre i costi delle macchine ‘pulite’ e incoraggiare lo sviluppo dell'idrogeno ottenuto da energia rinnovabile, oltre a finanziarie opere pubbliche volte alla creazione di nuove linee ferroviarie.

Il piano in discussione 

Fonti Ue rivelano di un progetto di fondo da circa 20 miliardi di euro a disposizione per il finanziamento di sconti sulle auto pulite nei prossimi due anni. A queste risorse si aggiungerebbe anche il via libera di Bruxelles a modificare le norme sull'Iva per esentare le auto a zero emissioni. Il piano prevede inoltre finanziamenti extra per raggiungere l'obiettivo di creare almeno 2 milioni di punti di ricarica per veicoli elettrici in tutta l’Ue entro il 2025. Ma il deciso sostegno all'industria automobilistica, si precisa nei retroscena - comporterà un debito significativo per le generazioni future. Per tale motivo, la Commissione avrebbe deciso di destinare tali risorse alle tecnologie che rispettano le speranze dei giovani in materia di cambiamenti climatici. Senza fare i conti, però, con i piani nazionali. 

Gli aiuti alle auto tedesche

A rivedere al ribasso le speranze di ammodernamento eco-compatibile della viabilità Ue sono i progetti di sostegno del Governo tedesco nei confronti delle case automobilistiche. Piani di aiuti che includono anche i veicoli alimentati a combustibili fossili. A spiegare il motivo dietro alle risorse che l’esecutivo tedesco sarebbe pronto a erogare a favore dei veicoli inquinanti è il giornale Spiegel: l’industria automobilistica tedesca non è ancora pronta a una riconversione del comparto su larga scala. Per fare un esempio, rivela lo Spiegel, le auto Golf elettriche prodotte dalla Volkswagen sono già esaurite per il resto del 2020. Da qui la volontà di Berlino di non dare sussidi alle sole auto elettriche per non avvantaggiare la concorrenza straniera.

Macron scommette su ibrido e elettrico 

Il Governo francese avrebbe invece deciso di adottare una strategia opposta, scommettendo sull’ibrido e sull’elettrico. Il presidente Emmanuel Macron, riferisce il giornale Le Parisien, sarebbe in procinto di annunciare un piano di sussidi a vantaggio della mobilità ‘pulita’, senza includere le auto che emettono oltre i limiti raccomandati dall’Ue (pari a 95 grammi di CO2 per chilometro percorso.

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