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Venerdì, 21 Giugno 2024
E Bruxelles lo sa / Tunisia

Abbandonati nel deserto e torturati: gli abusi sui migranti finanziati coi fondi europei

Un'inchiesta denuncia le pratiche abusive in Tunisia, Marocco e Mauritania. Le persone finiscono vittime di rapimenti o muoiono in aree remote dell'Africa del Nord

Decine di migliaia di persone "scaricate nel deserto" ogni anno, che finiscono vittime di torture e rapimenti grazie ai fondi dell'Unione europea. La denuncia arriva da un'inchiesta realizzata da Lighthouse report in cui si dimostra che l'Europa sostiene e finanzia "operazioni clandestine" in Nord Africa per impedire a migranti e richiedenti asilo di raggiungere le sue coste. Nello specifico i Paesi su cui si è concentrata l'inchiesta sono Tunisia, Marocco e Mauritania, tutti finanziati da Bruxelles per "gestire l'immigrazione", con sussidi da centinaia di milioni di euro per ciascun Paese solo nell'ultimo anno. Nonostante i funzionari dell'Ue assicurino di verificare che i fondi siano spesi in modo corretto, senza violare i diritti umani, le testimonianze e i video raccolti dal team investigativo internazionale dimostrano l'esatto contrario.

Abbandonati nel deserto

I giornalisti di varie testate, tra cui l'italiana Irpi Media, il Washington Post, ed El Pais, hanno verificato che questi Stati sono impegnati ad espellere sistematicamente i rifugiati e migranti nel deserto e in aree remote per impedire loro di proseguire i viaggi diretti verso il vecchio continente. Secondo Lighthouse report, le persone vengono arrestate "in base al colore della loro pelle, caricati sugli autobus e portati in mezzo al nulla", in aree spesso desertiche. Privi di acqua, cibo, assistenza e mezzi di comunicazione, migliaia di uomini e donne diventano vittime di "rapimento, estorsioni, torture, violenza sessuale e, nei casi peggiori, la morte". Destino non meno atroce spetta ad altri, che finiscono nelle mani dei trafficanti di esseri umani. In questo caso le persone vengono torturate in attesa di riscatto. Le operazioni anti-migranti, sostiene l'indagine, sono note da anni nella capitale europea, che fornisce soldi, veicoli, attrezzature e intelligence ai governi di questi Paesi pur di "liberarsi" dei migranti.

Tunisia, Marocco e Mauritania

Secondo le ricostruzioni in Tunisia, con cui il governo italiano ha stretto accordi di collaborazione, si sono verificati "13 incidenti", che hanno avuto luogo tra luglio 2023 e maggio 2024. radunati in città e nei porti, le persone sono state traportate in massa ai confini con la Libia e l'Algeria o consegnate direttamente alle forze libiche, che poi le hanno incarcerate in centri di detenzione. Analoga la situazione rilevata in Marocco, dove i giornalisti hanno seguito i paramilitari delle forze ausiliarie, filmandole mentre raccolgono migranti dell'Africa sub-sahariana per tre giorni nella capitale Rabat. Anche in questo caso le persone sono state caricate su autobus non contrassegnati e abbandonate in aree remote del Paese. In Mauritania invece è stato monitorato cosa avviene nel centro di detenzione nella capitale Nouakchott, a cui hanno accesso diretto gli agenti di polizia spagnoli. Dal centro sarebbe partito un autobus bianco con i migranti, trasportati in questo caso al confine con il Mali, dove è in corso una  guerra e sono presenti miliziani dell'Isis. 

Il piano per rispedire i migranti fuori dall'Ue (che piace da sinistra a destra)

I soldi spesi per finanziare gli abusi

Nonostante le rassicurazioni da parte dei funzionari dell'Ue, due fonti di alto livello delle istituzioni europee hanno affermato che è "impossibile" monitorare le modalità con cui vengono spesi i soldi dei cittadini europei che finanziano questi Paesi. Negli ultimi anni il Fondo fiduciario dell'Ue ha versato nelle casse di Tunisia, Mauritania e Marocco oltre 400 milioni di euro per la gestione della migrazione. Secondo un funzionario che ha lavorato nel settore, il vero obiettivo del Fondo è di "rendere difficile la vita dei migranti" perché "se lasci un migrante dalla Guinea nel Sahara [in Marocco] due volte, la terza volta ti chiederà di riportarlo volontariamente a casa". La questione è anche di natura razziale. Bersaglio delle forze di governo di questi Paesi sono principalmente i migranti dell'Africa subsahariana. L'indicazione è stata confermata da un documento interno dell'agenzia di frontiera Frontex, in cui si afferma che il Marocco sta "profilando razzialmente e ricollocando con la forza principalmente i migranti neri". Secondo Lighthouse report, queste pratiche abusive sarebbero note ai funzionari dell'UE almeno dal 2019. 

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