Fondi europei, Italia quarta nell'Ue per frodi. Promosse le autorità giudiziarie

Dagli appalti pilotati per intascare risorse destinate allo sviluppo regionale alle multe di Bruxelles all'Ungheria, il Paese che preoccupa di più. E che provoca le reazioni di chi vuole tagliare le risorse a chi sgarra

L'Italia resta quarta nell’Ue per numero di irregolarità nella gestione dei fondi europei. È quanto emerge dall'ultimo rapporto dell’Ufficio europeo per la lotta antifrode (Olaf). Nelle attività di monitoraggio, l'Olaf ha investigato come sono stati spesi i fondi europei in 42 Paesi.

Con 4.415 frodi rilevate dalle autorità nazionali, il Belpaese è al quarto posto nella triste classifica delle irregolarità, dopo la Spagna (11.029), la Polonia (5.017) e la Romania (4.968). I casi italiani hanno un impatto finanziario dell'1,22% sul totale dei fondi Ue ricevuti dal Paese, percentuale più bassa rispetto alla media Ue (1,91%). All’Ungheria spetta invece il record di multe notificate da Bruxelles, con il 4% dei fondi Ue ricevuti nel quinquennio 2014-2019 usati in modo scorretto o fraudolento.

Un dato, quest’ultimo, che ha scatenato dure critiche da quella parte della politica europea che intende tagliare le risorse ai Paesi che sgarrano. Tornando al rapporto, la risposta delle autorità giudiziarie italiane segna un forte dato positivo del 62% dei casi segnalati dall’Olaf ai quali gli inquirenti hanno dato seguito, contro una media europea ferma ad appena il 39%.

La relazione pubblicata mostra inoltre la varietà di schemi di frode scoperti dalle indagini dell'Olaf concluse nel 2019. Ad esempio, 3,3 milioni di euro sono stati recuperati dopo che l’Ufficio Ue ha scoperto un complesso tentativo di pilotare una procedura di appalto e di gara per l'acquisto di macchine per l’industria tessile finanziate dal Fondo europeo di sviluppo regionale. Acquirenti e fornitori si erano messi d’accordo in quattro diversi progetti finanziati dall'Ue per vendere e acquistare macchine a un prezzo gonfiato e sottrarre denaro ai contribuenti Ue per poi riciclarlo. Sempre nel 2019, l’Olaf ha concluso un’indagine che ha portato al sequestro di quasi 1,5 milioni di euro destinati a fornire assistenza di emergenza ai civili colpiti dal conflitto in Siria, ma che sono stati invece intascati dall'ex personale di una ong attraverso un sofisticato schema di frode.

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