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Giovedì, 26 Maggio 2022
Allargamento / Finlandia

La Finlandia a un passo dalla Nato: perché un piccolo Paese fa paura a Putin

Giovedì, la premier Marin potrebbe inviare la richiesta d'adesione. Con Helsinki, il confine tra Alleanza e Russia raddoppierebbe. E non è la sola brutta notizia per Putin

L'adesione della Finlandia alla Nato è sempre più vicina: la commissione Affari esteri del Parlamento di Helsinki ha dato il suo ok all'ingresso del Paese nell'Alleanza nordatlantica, e già questo giovedì il governo guidato da Sanna Marin dovrebbe formalizzare la richiesta. A quel punto, spetterà agli alleati decidere se accogliere o meno un nuovo membro. Sulla carta, la Finlandia rispetta tutti i criteri necessari per l'adesione. E questo, unito alla situazione geopolitica determinata dalla guerra in Ucraina; dovrebbe accelerare il via libera della Nato. Un'eventualità che a Washington viene letta come un ulteriore schiaffo a Vladimir Putin.

Gli aggiornamenti dalla guerra in diretta

Come dicevamo, già in settimana Helsinki potrebbe compiere un passo storico, notificando a Bruxelles, sede dell'Alleanza, la sua domanda d'adesione. Dopo l'ok della commissione Esteri, il presidente Sauli Niinisto dovrebbe dare giovedì il suo parere, e in seguito è prevista una dichiarazione della premier Sanna Marin. Come ha detto alla Cnn la ministra degli Affari europei finlandese, Tytti Tuppurainen, si tratta di "una risposta molto naturale" all'invasione russa dell'Ucraina e la speranza del governo del Paese è che "il processo di ratifica sia il più rapido possibile".

L'importanza della Finlandia

"Preferiremmo ovviamente avere una relazione con il nostro vicino basata su amicizia e cooperazione - ha aggiunto riferendosi alla Federazione Russa con cui la Finlandia confina a Est e a Sud-Est - Ma è la Russia che si è allontanata dalla situazione di sicurezza scatenando la guerra in Europa. E' la Russia che ha invaso l'Ucraina. Ora i cittadini vedono questa nuova realtà ed è giunto il momento di entrare nella Nato". Secondo un sondaggio della televisione pubblica Yle, il 76% dei finlandesi è a favore dell'adesione alla Nato, in netto aumento rispetto al 20-30% degli anni scorsi. Segno che l'aggressione a Kiev ha cambiato profondamente il modo in cui i finlandesi valutano i rischi della vicinanza alla Russia di Putin.

Per il leader del Cremlino non è certo una bella notizia. Questo Paese di poco più di 5 milioni di abitanti potrebbe "ridisegnare la mappa della sicurezza europea in un modo che prima era inconcepibile e potrebbe avere enormi conseguenze per la Russia", scrive la Cnn. C'è innanzitutto un aspetto geografico: oggi Nato e Russia condividono circa 1200 chilomentri di confine terrestre. Con l'adesione della Finlandia, tale confine raddoppierebbe, arrivando a 2500 chilometri. Il Paese scandinavo offre poi diversi vantaggi strategici all'Alleanza, a partire dalla sua potenza militare: le forze armate finlandesi sono ben attrezzate e formate, e inoltre armi e soldati sono già in linea con quelli della Nato. Il che vorrebbe dire che l'esercito di Helsinki è già pronto a eventuali missioni sotto l'egida dell'Alleanza. 

La Svezia

Il passo in avanti della Finlandia, poi, potrebbe vincere le ultime resistenze interne in Svezia, l'altro Stato scandinavo finora rimasto neutrale, ma pronto adesso a raggiungere la Nato. Il ministro svedese della Difesa, il socialdemocratico Peter Hultqvist, un tempo contrario all'ingresso del suo Paese nell'Alleanza, ha detto che le cose sono cambiate: "Se Svezia e Finlandia entreranno nella Nato, ciò rafforzerà la difesa di tutta la regione dell'Europa del Nord", ha detto, aggiungendo che "c''è un prima il 24 febbraio e c'è un dopo", riferendosi all'invasione russa dell'Ucraina.

Le parole di Hultqvist arrivano in attesa della decisione formale che il partito socialdemocratico al governo prenderà questa domenica sulla volontà di aderire alla Nato. Se Stoccolma ed Helsinki entreranno nell'Alleanza Atlantica, ha rimarcato Hultqvist, questo permetterà una pianificazione congiunta della difesa in ambito Nato, rafforzando le capacità militari nordiche. I due Paesi potranno così completarsi, beneficiando ciascuno dei punti di forza dell'altro. Ciò varrà particolarmente nell'area del Baltico, dove la pianificazione militare e l'attività di sorveglianza congiunte ridurrà il rischio di attività avverse nell'area, compresa la strategica isola svedese di Gotland, ha sottolineato il ministro.

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