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Giovedì, 8 Dicembre 2022
Covid

Per l'Oms la fine della pandemia è una "scelta" dei Paesi ricchi

Lo ha detto il capo dell'Organizzazione mondiale della sanità: "Abbiamo tutti gli strumenti" per fermare il virus già adesso. Onu: "No al nazionalismo dei vaccini"

"La pandemia finirà quando il mondo sceglierà di porvi fine, è nelle nostre mani, abbiamo tutti gli strumenti di cui abbiamo bisogno". Lo ha detto Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell'Oms, l'Organizzazione mondiale della sanità intervenendo al World Health Summit di Berlino. Dal cui pulpito ha lanciato un nuovo atto d'accusa ai Paesi ricchi per i ritardi nella consegna dei vaccini agli Stati a medio e basso reddito.

Secondo Tedros, con "quasi 50.000 morti a settimana" nel mondo, "la pandemia è tutt'altro che finita". Ma fermare il virus una volta per tutte è possibile, a suo avviso. Gli strumenti ci sono, ossia i vaccini. Ma finora "il mondo non ha usato questi strumenti con saggezza". Il riferimento è al fatto che i Paesi ricchi stanno continuando ad accumulare quasi tutti i vaccini disponibili a livello globale senza consegnarli a chi ne ha più bisogno. 

L'Oms è convinta che la pandemia si possa fermare se si riuscirà a vaccinare il 40% della popolazione di ciascun Paese entro la fine dell'anno e il 70% entro la metà del 2022. "L'obiettivo è raggiungibile, ma solo se i Paesi e le aziende che controllano la fornitura tradurranno le loro dichiarazioni in azioni", ha detto a Berlino. "I Paesi che hanno già raggiunto l'obiettivo del 40%, compresi tutti i paesi del G20, devono procedere con le consegne di vaccini" al sistema internazionale Covax e al Fondo africano per l'acquisizione di vaccini (Avat) istituito dall'Unione africana.

Per quanto riguarda i produttori di vaccini, il leader dell'Oms li ha invitati a "condividere know-how, tecnologia e licenze, nonché a rinunciare ai diritti di proprietà intellettuale". A dargli manforte il segretario delle Nazioni Unite Antonio Guterres, che intervendo al summit ha dichiarato che “il trionfo dei vaccini - sviluppati e immessi sul mercato in tempi record - viene spazzato via dalla tragedia della distribuzione irregolare. Il nazionalismo e l'accumulo di vaccini ci mettono tutti a rischio", ha lamentato.

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