Sabato, 16 Ottobre 2021
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Finisce l'era Merkel: l'eredità dei 16 anni al governo della "cancelliera eterna"

Crescita economica, creazione di posti di lavoro, integrazione dei migranti, più opportunità alle donne sono tra i successi che le vengono riconosciuti, ma la fedeltà al dogma dell'austerità potrebbe creare problemi al futuro del Paese

La Germania è chiamata a decidere chi prenderà il posto di Angela Merkel, la “cancelliera eterna”, come è stata ribattezzata. Durante i suoi quattro mandati il Paese ha visto una forte crescita economica, ha dato maggiori le opportunità alle donne nel mondo del lavoro, e si è distinto per l'accoglienza dei rifugiati. Ma la scelta dell'austerità e la mancanza di investimenti ha lasciato la nazione impreparata per le sfide future, soprattutto quella ambientale e quella digitale. Ma per i suoi concittadini i successi devono essere stati molto superiore agli insuccessi, se è vero che secondo i sondaggi se si fosse ricandidata avrebbe vinto sicuramente un quinto mandato.

16 anni al potere

Nei suoi 16 anni al potere, Merkel ha visto alternarsi quattro presidenti in Francia e Stati Uniti, cinque premier nel Regno Unito e addirittura nove presidenti del Consiglio in Italia. Per longevità al governo la politica 67enne ha raggiunto il primato del suo mentore Helmut Kohl. Ma sono tanti altri i primati che invece le appartengono in maniera esclusiva: 'Frau Merkel' è stata la prima donna a ricoprire l'incarico di cancelliera, la più giovane, ma anche la prima leader del Paese a provenire dall'ex Germania dell'Est nonché la prima scienziata, una caratteristica che è tornata molto utile durante la pandemia di coronavirus. La cristiano democratica ha anche presieduto il G8, il summit dei grandi della terra, seconda donna della storia a farlo, dopo Margaret Thatcher.

Stile pacato

Merkel non è certo famosa per la sua capacità oratoria, ma il suo tranquillo pragmatismo, la sua modestia e la sua riservatezza per quanto riguarda la vita privata sono sempre piaciuti ai tedeschi, che a differenza nostra non amano certo i personaggi istrionici. Anche la sua postura è umile, simile a quella di un frate, con le mani unite in una posizione simile a un diamante (“mi serve a mantenere l'equilibrio”, raccontò una volta). Ma con diversi personaggi istrionici Merkel ha dovuto confrontarsi nel coso degli anni sullo scacchiere internazionale, personaggi come Silvio Berlusconi, Vladimir Putin o Donald Trump, e sempre lo ha fatto mantenendo bassi i toni anche nei momenti di maggior disaccordo, riuscendo a conquistarsi sul campo il rispetto dei suoi omologhi. Quando il Time la elesse persona dell'anno nel 2015 la definì “la cancelliera del mondo libero”, mentre i suoi sostenitori (ma anche gli avversari in senso ironico) la chiamano semplicemente 'mutti', che è un modo un po' in disuso di dire 'mamma'. Comunque la si pensi, politicamente non si può non riconoscerle capacità di guida eccezionali.

Crescita economica record

E di certo quello che ha convinto i tedeschi a sostenerla in tutti questi anni non sono state solo la sua personalità e la sua leadership, ma anche i risultati che ha ottenuto con i suoi governi. Grafici e dati alla mano il Financial Times ha provato a tirare un bilancio dei suoi 16 anni al potere. Dal 2005, anno della sua prima elezione, il prodotto interno lordo pro capite tedesco è cresciuto a una velocità doppia rispetto a quello di Regno Unito, Canada, Giappone e Francia, anche se parte di questo risultato è merito delle fondamenta poste con le riforme volute dal suo predecessore, il socialdemocratico Gerhard Schroeder. C'è da dire poi che la produzione tedesca, che ora rappresenta il 40 per cento di tutta la produzione della zona euro, ha sostenuto l'ascesa della Cina e non a caso oggi la dipendenza di Berlino dal gigante asiatico, come mercato di esportazione, è particolarmente elevata. Il che potrebbe rivelarsi una debolezza in futuro.

La gestione delle crisi

Di sicuro Merkel ha saputo gestire con grande abilità le crisi che si è trovata ad affrontare, e non sono state crisi da poco. La prima è stata quella finanziaria del 2009, che ha sconvolte le economie mondiali. Con un intervento come quelli di sussidi economici per la vendita di auto vecchie, e con la decisione di stanziare miliardi di euro nel programma tedesco Kurzarbeit, un sistema di assicurazione contro la disoccupazione del governo, ha messo al riparo l'economia tedesca ed è riuscita a creare poi nuovi posti di lavoro. C'è stata poi la crisi dei rifugiati, con la Germania che ha aperto le porte a un milione di siriani, afgani e iracheni. “Ce la possiamo fare”, disse al suo popolo. E nonostante all'inizio la decisione abbia dato argomenti di propaganda, e quindi occasione di crescita nei consenti, per la destra radicale di Alternative per la Gernania (AfD), la Germania alla fine ce l'ha fatta, e ha dimostrato che l'accoglienza può essere un'opportunità per un Paese, con la gran parte di questi immigrati che ha trovato lavoro e si sta integrando nella società. Ultima crisi è stata la pandemia di coronavirus, dove pure la Germania si è distinta per la capacità di risposta, dal punto di vista sanitario ed economico, in Europa.

Opportunità per le donne

Secondo il FT probabilmente, il più grande successo dell'era Merkel è stato uno straordinario tasso di creazione di posti di lavoro, specialmente per le donne. La Germania ha oggi il più alto tasso di partecipazione femminile alla forza lavoro tra tutti i Paesi del G7, aiutata anche da una migliore assistenza all'infanzia. E anche in politica ha dimostrato con la sua carriera che le donne possono ricoprire ruoli di prestigio. La sua ex ministra della difesa, Ursula von der Leyen, è ora presidente della Commissione europea e la sua delfina designata alla guida della Cdu, poi caduta però in disgrazia per alcune scelte sbagliate che l'hanno fatta crollare nei consensi, era Annegret Kramp-Karrenbauer.

Il dogma dell'austerità

La cancelliera è stata da sempre alfiera dell'austerità. Questo ha dato stabilità all'economia nazionale, ma il dogma del deficit basso è stato imposto anche al resto d'Europa (non certo dalla sola Germania, sia chiaro), e questo ha comportato non pochi sacrifici per Paesi come la Grecia, che di certo non la ricorderanno con affetto. Ma proprio la mancanza di investimenti pubblici è stata forse la principale pecca dei suoi mandati, perché il Paese si trova ora a dover rincorrere nelle transizione ecologica e digitale. Ad esempio un villaggio su tre della nazione ha una connettività a internet piuttosto scadente, e questo la Cdu lo sta pagando in campagna elettorale.

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