Figli sottratti ai padri e portati in Giappone, Parlamento Ue contro Tokyo

Affido condiviso non ammesso dalle autorità nipponiche. Da qui la denuncia di Bruxelles di veri e propri "casi di rapimento"

Il Parlamento europeo ha espresso “preoccupazione” per i casi sottrazione di bambini in Giappone da parte dei genitori di coppie separate o divorziate. Secondo gli eurodeputati il Governo di Tokyo non rispetta le norme internazionali sulla protezione dell'infanzia dal momento che non permette la custodia condivisa dei minori dopo la fine della relazione dei genitori. Un contesto legislativo che, secondo Bruxelles, dà luogo a veri e propri “casi di rapimento” di minori con un genitore europeo e l'altro giapponese.

La denuncia di Bruxelles

In una risoluzione approvata ieri con 686 voti favorevoli, un solo contrario e 8 astensioni, il Parlamento si rammarica del fatto che uno dei partner strategici dell'Ue non rispetti le norme internazionali sulla sottrazione di minori. Secondo la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo, ogni bambino ha il diritto di mantenere un rapporto personale e un contatto diretto con entrambi i genitori, a meno che ciò non sia contrario ai loro interessi. “Nel Paese del Sol Levante non esiste l'istituto dell'affido condiviso del minore in caso di divorzio dei coniugi”, ricorda Ignazio Corrao del Movimento 5 Stelle. “Inoltre - prosegue l’eurodeputato - ai genitori non affidatari europei spesso non è consentito di vedere i propri figli nonostante questo sia prescritto nella sentenza di divorzio”.

Le petizioni dei padri

Con i casi sempre più frequenti di matrimoni tra cittadini europei e giapponesi sono anche aumentate le controversie giuridiche di questo tipo e negli ultimi anni il Parlamento ha ricevuto molti petizioni di denuncia della sottrazione di minori da parte dei genitori giapponesi e sul diritto di visita. “Abbiamo portato nelle Istituzioni europee - spiega Corrao - le istanze di padri come Tommaso Perina e Vincent Fichot, condividendo il loro dolore e la loro rabbia contro una palese ingiustizia”. I firmatari sottolineano che le decisioni dei tribunali internazionali in Giappone sul ritorno del minore non vengono applicate correttamente, in quanto la legge giapponese non prevede l'affidamento condiviso.

L'attenzione sul tema

La questione è giunta all'attenzione internazionale nel 2019, dopo che la cancelliera tedesca Angela Merkel, il presidente francese Emmanuel Macron e il premier italiano Giuseppe Conte hanno affrontato l’argomento, a nome dei genitori interessati, con il primo ministro giapponese Shinzo Abe. Lo scorso anno è stata inoltre presentata una denuncia formale al Consiglio per i diritti umani dell'Onu da parte di genitori separati dai bambini.

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L'avvertimento 

Nel testo approvato, il Parlamento chiede inoltre una maggiore cooperazione internazionale tra Stati membri e Paesi terzi per attuare la legislazione internazionale sulla protezione dei minori. Per aumentare ulteriormente la pressione sulle autorità, gli eurodeputati chiedono, infine, agli Stati membri e all'alto rappresentante dell'Ue per gli Affari esteri, Josep Borrell, di includere la questione nell'agenda di tutti gli incontri bilaterali e multilaterali con il Giappone. “In assenza di passi avanti - avverte Corrao - chiederemo la sospensione della partnership tra Ue e Giappone per la violazione reiterata da parte delle autorità giapponesi”.

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