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Giovedì, 26 Maggio 2022
Calcio e diritti

Per la Fifa il Mondiale ogni due anni salverà i migranti dalle morti in mare

Le parole di Infantino al Consiglio d'Europa. In una risoluzione, Strasburgo ha condannato le condizioni di lavoro negli stadi del Qatar

Il progetto di un Mondiale di calcio che si svolga ogni due anziché quattro potrebbe impedire ai migranti africani di trovare “la morte in mare”. È la tesi di Gianni Infantino, presidente della Fifa e tra i principali fautori di una edizione biennale della più importante competizione sportiva internazionale. Intervendo al Consiglio d'Europa a Strasburgo nel corso di un'audizione incentrata sul rispetto dei diritti umani nello sport e sul caso dei prossimi Mondiali in Qatar, sotto accusa per le condizioni di lavoro che avrebbero provocato oltre 6mila morti tra i lavoratori stranieri impegnati nella costruzione degli impianti, Infantino ha difeso le scelte della sua organizzazione. 

"Dobbiamo trovare modi per includere il mondo intero, per dare speranza agli africani in modo che non abbiano bisogno di attraversare il Mediterraneo per trovare, forse, una vita migliore, ma più probabilmente la morte in mare", ha detto il presidente della Fifa. A suo avviso, per "includere" il mondo bisogna dare più opportunità ai Paesi non europei di partecipare a eventi internazionali. Come i Mondiali di calcio, per l'appunto, che dal 2026 vedranno la partecipazione di 48 squadre, un allargamento che aumenterà i posti per le nazionali africani, che passeranno da cinque a nove. 

Le osservazioni di Infantino non sono passate inosservate. Ronan Evain, amministratore delegato di Football Supporters Europe, ong che riunisce tifoserie di 55 Paesi europei, ha twittato: “Quanto può scendere in basso Infantino? Strumentalizzare la morte nel Mediterraneo per vendere il suo piano megalomane si commenta da solo”.

La difesa del numero uno della Fifa non è servita ad evitare una dura presa di posizione da parte del Consiglio d'Europa. In una serie di risoluzioni approvate dall'Assemblea parlamentare dell'organizzazione, la Fifa viene richiamata al rispetto di alcuni "standard fondamentali" nella designazione dei Paesi ospitanti per le competizioni calcistiche internazionali, denunciando i "migliaia di incidenti sul lavoro, compresi i decessi" osservati in Qatar. Il Consiglio chiede alla Fifa, ma anche all'Uefa, la federazione europea di calcio, l'introduzione di "criteri minimi predeterminati" nella scelta dei Paesi ospitanti e riguardanti in particolare "i diritti dei lavoratori, l'uguaglianza tra donne e uomini, o la tutela degli atleti minorenni”. Per il Consiglio d'Europa, un Paese come il Qatar "in cui le donne sono manifestamente discriminate nell'accesso allo sport deve essere escluso" dall'organizzazione delle competizioni internazionali. In un'altra risoluzione, curata dal britannico Lord George Foulkes, il Consiglio d'Europa ha affermato che una modifica al calendario dei Mondiali "avrebbe conseguenze molto dannose per il calcio europeo". 

Infantino ha replicato sostenendo che "grazie ai riflettori che il calcio porta in Qatar, il sistema" legislativo del Paese "si è evoluto in tempi record", ricordando l'istituzione di un salario minimo (circa 1,16 euro l'ora) e nuove norme per la "protezione dei lavoratori dal caldo". Il leader della Fifa ha anche parlato della questione dei trasferimenti dei calciatori, altro elemento messo sotto accusa dal Consiglio d'Europa: prima della pandemia di Covid-19, l'importo annuo dei trasferimenti "ammontava a quasi 7 miliardi di euro", ha indicato Infantino, precisando che "il 10%, ovvero 700 milioni, veniva pagato agli agenti dei calciatori, contro i 70 milioni versati ai piccoli club: la situazione è ingiusta, dobbiamo affrontare questo problema", ha ammesso.

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