“Sanzionare Fiat e Volkswagen per i motori diesel”, l'Ue scrive a Italia e Germania 

La Commissione europea ha messo in mora Roma e Berlino per non aver preso misure adeguate sulle violazione delle norme in materia di omologazione dei motori dopo lo scandalo dieselgate. Dalla 500 X Euro 6 alle Audi A6 e A7, ecco i veicoli sotto accusa

Italia e Germania devono sanzionare Fiat e Volkswagen per le irregolarità nella gestione dei motori in diversi veicoli diesel. Se non lo faranno, saranno gli stessi paesi a rischiare una multa. E' quanto chiede la Commissione europea, che oggi ha inviato una lettera di messa in mora a Roma e Berlino per chiedere di prendere adeguati provvedimenti contro le case automobilistiche accusate di aver “truccato” i dati sulle emissioni di alcuni loro prodotti. 

Le procedure d'infrazione

Per ragioni simili, Bruxelles ha scritto anche al Regno Unito e al Lussemburgo, che con Italia e Germania sono sotto “procedura di infrazione per aver violato le norme dell'Ue in materia di omologazione dei veicoli a motore”. La Commissione chiede a questi paesi “sanzioni effettive, proporzionate e dissuasive per scoraggiare i fabbricanti di automobili dal violare la legge. Laddove si verifichi una tale violazione, ad esempio tramite il ricorso ad impianti di manipolazione per ridurre l'efficacia dei sistemi di controllo delle emissioni, occorre mettere in atto misure correttive, quali i richiami, e applicare sanzioni”.

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Le auto sotto accusa 

Le pressioni di Bruxelles arrivano dopo la scoperta di nuovi casi di irregolarità relativi ai motori diesel di Porsche Caienna, Volkswagen Touareg e Audi A6 e A7. Per quanto riguarda la Fiat, sotto accusa è il motore della “500 X Euro 6 Diesel, che secondo la Commissione montava dei defeat devices, accusa che l'Italia ha sempre contestato”, scrive l'AdnKronos. La Fca si difende, dicendo di aver già effettuato una serie di richiami, aggiornando il software “incriminato”, cosa che avrebbe risolto il problema per buona parte dei veicoli circolanti. Ma Bruxelles vuole ulteriori chiarimenti sulle “concrete misure” attuate dal governo italiano. 

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