Scozia, femministe contro transgender sulla riforma della legge per le pari opportunità

Si teme un eccesso di libertà che potrebbero minare i diritti delle donne eterosessuali. La comunità LGTB: falso

Femministe di tutto il mondo unitevi. Contro il movimento transgender. La strana lotta a colpi di rivendicazioni si consuma in Scozia, dove l’associazione ‘Per le donne scozzesi’ (For Women Scot, Fws) è sul piede di guerra contro le politiche del governo a guida Snp, il partito nazionalista scozzese. Le femministe di Fws ritengono che i diritti di donne e ragazze siano messi a rischio dalla proposta di riforma della legge sulle pari opportunità (Gender Recognition Act), che tra le varie cose prevede la possibilità a chiunque di cambiare il genere legale attraverso l'autocertificazione. Un sistema che rischia di creare confusione e incertezza giuridica.

Non solo. Il problema sarebbe l’eccesso di riconoscimenti, la troppa parità e libertà. All’interno di Fws di guarda con una certe preoccupazione le proposte di riforma scolastica, in particolare quelle che suggeriscono che i giovani transgender e i giovani membri del mondo Lgtb possano usare gli spogliatoi e i bagni riservati al genere col quale si identificano. Le femministe dicono di avere il sostegno di deputati del partito nazionalista scozzese allo stop delle riforme così come proposte. C’è preoccupazione condivisa, dentro e fuori il parlamento di Edimburgo, che si possa minare la tutela delle persone eterosessuali, donne comprese. Contro le femministe si radunano le donne non eteresessuali.

Sisters Uncut Edinburgh ha indetto un protesta contro For Women Scot, accusata di “arrecare danni reali alla comunità trans e non binaria della Scozia” attraverso le sue azioni e dichiarazioni. Red, tra le partecipanti alla contro-protesta, accusa il movimento femminista Fws di creare “una minaccia” che non c’è. “Dicono che le modifiche alla legge sulle pari opportunità permetteranno alle donne trans di entrare negli spazi femminili, quando in realtà accadeva già prima”. Ecco dunque che la riforma del Gender Recognition Act diviene un nuovo grattacapo per la premier scozzese Nicola Sturgeon. Come se per lei il rebus della Brexit non fosse già abbastanza.

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